Coppie artistiche: quelle degli Oscar 2014

di Cinemaniaco Commenta

L’imminente cerimonia degli Oscar, oltre a farci conoscere molti bei film che presto potremo vedere nelle sale (o che abbiamo già apprezzato) porta alla luce un altro aspetto del cinema: il sodalizio artistico tra regista e attore.

Senza andare troppo lontano, sappiamo ormai tutti che a concorrere alla tanto ambita statuetta ci sarà anche “La grande bellezza“ di Paolo Sorrentino, film che vede indiscusso protagonista Tony Servillo.

Non è la prima volta che Sorrentino sceglie Servillo per un suo film, era già successo per il suo esordio con “L’uomo in più”, per “Le conseguenze dell’amore” e “Il divo”.

Un film che quest’anno ha fatto incetta di nomination è “12 anni schiavo” di Steve McQueen. Anche in questo caso, il regista sceglie di mettere nel suo film Michael Fassbender, attore prediletto, con il quale inizia la collaborazione nel 2008 con “Hunger” presentato a Cannes.

Dopo l’esperienza della Croisette, i due calcano un altro red carpet, quello del Festival di Venezia con il discusso “Shame”, film sulla dipendenza sessuale. Del suo pupillo McQueen ha detto

Michael ti fa vedere te stesso in lui e questo è il suo genio. Non sono molti gli attori a poterlo fare.

Altra coppia di ferro presente quest’anno agli Oscar è quella formata da Martin Scorse e Leonardo DiCaprio con “The Wolf of Wall Street”, storia di un broker newyorkese dai comportamenti alquanto discutibili.

I due hanno iniziato a collaborare nel 2002, con “Gangs of New York” e da allora in poi, salvo rarissimi casi, Scorsese ha sempre voluto DiCaprio al centro delle sue storie.

Il suo primo “attore-feticcio” era stato Robert De Niro che dagli anni ’70 fino alla metà degli anni ’90 era stato protagonista di ben otto importanti pellicole da lui firmate, quali “Taxi Driver” e “Toro scatenato”.

Poi arrivano i film della seconda vita registica di Scorsese, “The Aviator”, “The Departed”, “Shutter Island”, tutti film in cui l’interpretazione di DiCaprio è stata esaltata dalla bravura del maestro, o viceversa. Perché in casi come questi, il sodalizio è profondo, ci si capisce al volo, ci si scambiano suggerimenti ma soprattutto ci si fida l’uno dell’altro.

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