Racconti della cripta: Il cavaliere del male

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Oggi per la rubrica horror ci occupiamo del lungometraggio direc-to-video Il cavaliere del male, pellicola che fa parte della serie Racconti della cripta, trasposizione televisiva dei famosi fumetti americani firmati E.C., che hanno ispirato registi come George Romero ed il suo Creepshow.

Un misterioso straniero inseguito da Satana in persona si rifugia in un albergo fuorimano portando con se un’antica reliquia, l’albergo ed i suoi ospiti saranno assediati per una notte intera da un esercito di demoni sbucati dall’Inferno che cercheranno di penetrare nell’edificio e sottrarre la preziosa reliquia.

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Seed: Uwe Boll tra torture-porn e pornografia della violenza

seed_posterOggi riserviamo lo spazio dedicato alla consueta rubrica horror per parlarvi di una pellicola direct-to-video che ha un’interessante impronta estrema e violenta, nonchè la peculiarità di essere firmata da uno dei registi meno apprezzati di sempre, il famigerato Uwe Boll.

Seed è un film chiaramente Horror, con corposi inserti splatter e l’aggiunta di alcune sequenze video come quella dell’incipit con torture su animali o la decomposizione fast-forward di un neonato che palesano un deciso sconfinamento nel torture-porn ed un uso gratuito, quasi voyeuristico e pornografico della violenza.

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Visions, trailer e galleria fotografica dell’horror made in Italy

Il 22 maggio uscirà nei nostri cinema il thriller di Luigi Cecinelli, Visions. Il film, che molti hanno accostato alla saga di Saw L’enigmista per le immagini cruente, racconta la storia di un ragazzo che, uscito dal coma, aiuta la polizia e il dottor Leeme, psichiatra, a risolvere il caso di Spider, un serial killer che uccide le sue vittime intrappolandole in vari modi in diversi posti: il ragazzo rivede le scene delle torture che Spider procura alle sue vittime.

In Visions, di cui oggi vi offriamo, subito dopo il salto, un’ampia galleria fotografica e il trailer, hanno recitato Henry Garrett, Jakob Von Eichel, Caroline Kessler e Steven Matthews.

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Videodrome: carne, metallo e tecnologia

Parlare di Videodrome non è cosa facile, le implicazioni di questo piccolo grande cult del periodo horror di David cronenberg sono molteplici e la sua visione lascia molto inquieti, e anche dopo la scena finale si rimane interdetti, non capendo esattamente e fino in fondo se fino a quel momento si è assistito ad un incubo ad occhi aperti, ad un lento perdersi di una mente deviata o alla nascita di un nuova forma di esistenza che trascende la realtà e si ciba di immagini.

Cronenberg ci accompagna nella inesorabile discesa agli inferi di Max Renn (James Woods), il proprietario di una tv via cavo in cerca di spettacoli estremi che si imbatte in una misteriosa tv pirata che trasmette violenze sessuali ed omicidi in diretta, veri snuff-movie o solo delle realistiche simulazioni? La risposta sarà la scoperta di un nuovo culto tra religione e massmediologia che invaderà mente e corpo dello sfortunato Max ormai preda di spaventose allucinazioni che lo stranieranno sempre più dalla realtà.

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Il mostro di Frankenstein: il lato oscuro della scienza

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Che la creatura riportata in vita dal barone Victor Von Frankenstein sia un’icona horror è indubbio, che col passar degli anni la sua forza abbia perso di efficacia, anche. Certamente siamo di fronte al mostro meno terrorizzante che la letteratura abbia mai partorito, perchè in fondo la creatura è un reietto, certamente il pensiero che sia un gigantesco e deforme rompicapo fatto di pezzi di cadaveri e la sua forza incontrollabile lo rendono inquietante, ma in realtà la sua vera natura di vittima della follia e del delirio d’onnipotenza di uno scienziato in competizione con Dio è palese ai più.

Era proprio questa la suggestione che voleva trasmettere l’autrice del romanzo originale, Mary Wollstonecraft Shelley, comprensione e pietà per la creatura, ma condanna per il creatore, nonchè la paura per un uso della scienza che in quegli anni stava sovverchiando le leggi della natura travalicavandole, siamo nel 1817 e nel mondo accademico e scientifico si stava facendo strada, attraverso la medicina, l’utilizzo di pratiche che per l’epoca definire poco ortodosse è un eufemismo, ma che avrebbero col tempo permesso, nel bene e nel male progressi scientifici indispensabili.

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Dead Space: tra horror, videogame e cinema interattivo

Con l’avvento del Blu-ray e delle consolle next-generation supportate dalla tecnologia ad alta definizione eccoci pronti per entrare definitivamente in quello che può essere definito cinema interattivo. Stiamo parlando dei videogames di ultima generazione che in un continuo scambio di concept, contenuti e personaggi si sta ibridando regalando al cinema un nuovo filone da sfruttare, permettendo a se stesso di assorbire atmosfere, e suggestioni di classici horror e sci-fi trasportando lo spettatore in un universo interattivo che ne aumenta esponenzialmente l’esperienza sensoriale,

Dead Space arriva come il prototipo dei nuovi videogames, e non stiamo parlando solo di un’evidente evoluzione estetica ma bensì di un coinvolgimento ed una interattività che erano cominciate con videogames come Resident Evil e Silent Hill e stanno raggiungendo nuove frontiere nel campo dell’entertainment videoludico.

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Necronomicon: il libro dei morti tra cinema, letteratura e leggenda

Il Necronomicon è ormai leggenda, tra i cultori dell’occulto, gli amanti dell’horror e gli ammiratori dello scrittore H.P. Lovecraft con il suo immaginario fatto di dimensioni parallele e abominevoli mostruosità pronte a sconfinare se evocate con parole e riti appropriati.

L’autore presunto del libro originale (Lovecraft ha sempre affermato di averlo inventato di sana pianta), considerato maledetto e ormai introvabile, se non frammentato in tante parti ognuna delle quali di dubbia origine, è un poeta arabo di nome Abdul al-Azhred, musulmano, ma in segreto adoratore di divinità pagane chiamate Yog-Sototh e Cthulhu.

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La cosa: Carpenter vs. Hollywood

In principio c’era un piccolo cult di fantascienza anni ’50, La cosa da un altro mondo di Howard Hawks e Christian Nyby, una pellicola che ancora oggi gode di una certa atmosfera. Carpenter ha sempre amato questo film, profondamente, visceralmente e ne ha fatto una rilettura tesa e paranoica.

Certo che girare questo film è stato per Carpenter un vero tour de force produttivo, il cast è funzionale e convincente, su tutti l’attore feticcio di Carpenter il grande Kurt Russell, qui al top delle sue interpretazioni, minimalista  e coinvolgente, poi ottimi caratteristi di contorno e una landa di ghiaccio che sovrasta il microcosmo umano e alieno creato dal regista.

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Cabal: il sogno di Clive Barker

Oggi vogliamo ricordare un progetto che negli anni ’90 vide collaborare Clive Barker e David Croneneberg, per trasporre su pellicola uno degli incubi più ambiziosi dello scrittore/regista, Nightbreed, uscito in Italia con il titolo di Cabal.

Cabal narra le vicissitudini del giovane Aroon boone (Craig Sheffer), ossessionato da incubi ricorrenti e dalla leggenda di una misteriosa città popolata da mostri, Midian, il cui ingresso è celato in un antico cimitero. I suoi sogni sono popolati da mostruose creature che sembrano volergli indicare l’ingresso della città, Boone si sente parte di quel mondo e farà di tutto per trovarne l’ubicazione.

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Evil Dead Trilogy: cronaca di una metamorfosi artistica

Se le famiglie che affollano le proiezioni del cinefumetto Spiderman, del regista Sam Raimi dessero un’occhiata alla trilogia di Evil Dead gli si drizzerebbro i capelli in testa, alla vista della follia e dell’eccesso che i tre piccoli cult, ognuno in maniera completamente diversa, riservano allo sprovveduto spettatore che si inoltra nel folle mondo splatter del geniale regista.

Tutti i fan dell’horror più viscerale e dissacrante sono consapevoli, chi più chi meno, come il primo Evil Dead, distribuito in Italia con il titolo La casa, conquistò una’intera generazione di horrormaniaci con quella nottata fatta di demoni e libri in pelle umana, zombi ed amputazioni, foreste viventi e follia visiva allo stato puro.

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H.R. Giger: tra arte, incubi ed horror

Descrivere i lavori di Giger è cosa alquanto ardua, la loro forza e visionarietà sono esperienze da provare, i suoi incubi biomeccanoidi, come li definisce lui stesso, che sembrano aver ispirato l’immaginario di registi come David Croneneberg, lasciano perplessi perchè inquietanti e pregnanti con i loro espliciti riferimenti sessuali e una commistione di fascino-repulsione che innescano negli animi più sensibili.

Il cinema si è nutrito, secondo noi mai abbastanza, delle opere di questo artista che ha dato forma all’incubo dell’alieno parassita della saga di Alien e alla letale aliena SIL in Species-specie mortale alla perenne ricerca di corpi umani con cui accoppiarsi e procreare una nuova stirpe di ibridi umano/alieni per ripopolare la Terra.

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The monster maker: tributo a Stan Winston

Il 15 giugno del 2008, nella sua casa di Los Angeles muore Stan Winston, un vero maestro ed artista che ha nutrito i nostri incubi di adolescenti popolando l’immaginario cinematografico degli ultimi trent’anni di mostruose creature mitologiche, alieni letali, supereroi da cinefumetto e implacabili cyborg sterminatori.

Qualche nota biografica:

Stan Winston nasce il 7 Aprile 1946 a Richmond (Virginia-USA), una lunga gavetta per Stan, fino al suo approdo nel 1969 ad Hollywood dove la Disney si accaparra il talento di questo giovane make-up artist che comincia a sperimentare materiali e tecniche innovative, fino ad avvicinarsi all’animatronica, una tecnica che utilizza veri e propri robot comandati a distanza da un corposo team che gli da movenze ed espressioni tramite una avanzatissima tecnologia e che ha permesso a stan winston, ed al suo gruppo di lavoro di creare personaggi che rimarranno nella storia del cinema.

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Haunted mansion: in America il terrore è dal vivo

Quest’oggi vogliamo parlare di un vero e proprio fenomeno che negli States è diventato una mania, le Haunted mansion, attrazioni horror che lasciati i confini dei parchi a tema  si sono moltiplicate in tutti gli Stati Uniti, arrivando sebbene in una forma più casareccia anche in Europa.

In principio c’erano i Luna park itineranti, quelli con i tunnel dell’orrore con vagoncini su binari, mostri di cartapesta, pipistrelli di gomma, nebbia artificiale e manichini a scomparsa, poi l’evoluzione ha portato questo genere di intrattenimento nei parchi a tema, come Disneyland che con la sua Haunted mansion diverte e spaventa ogni anno una mole incredibile di visitatori, ma è un brivido edulcorato e politicamente corretto, così alcuni geniacci americani, che fanno dell’entertainment virtù hanno tirato su delle vere attrazioni altamente tecnologiche dove una serie di giovani e volenterosi attori sotto chili di make-up cercano ogni anno di spaventare milioni di avventori.

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Jason Voorhees & soci: professione Boogeyman

Certo che fare il Boogeyman è un mestieraccio, nottatacce insonni a sbirciare da piccoli armadi a muro o infilati sotto lettini angusti, impegnati a far scricchiolare il pavimento o a mostrare  un fugace squardo o solo uno spicchio d’ombra, così da poter far urlare il pargolo o la ragazza di turno con relativo accorrere dei genitori.

E poi quando vorremmo saltar fuori brandendo il nostro coltellaccio d’ordinanza ben affilato, e sfoggiare tutto il repertorio di mostruose espressioni e grugniti preparate con cura per tutta la giornata, dobbiamo per contratto sparire dal nostro amato ed oscuro nascondiglio, così che i genitori di turno possano tranquillizzare la prole mostrandogli che l’uomo nero non esiste, che non c’e nessuno nell’armadio, che nessuno è in attesa sotto il letto pronto, non appena la notte cala e luci si spengono, a strisciare fuori per divorare piccoli e teneri marmocchi o affettare con dovizia giovani e urlanti teenager.

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