Sospesi nel tempo: Peter Jackson e l’esordio Hollywoodiano

di Pietro Ferraro 3

Per l’odierna rubrica horror vogliamo parlarvi della comedy-horror Sospesi nel tempo (The Frighteners), che rappresenta il primo approccio del regista Peter Jackson ai canoni hollywoodiani, dopo l’anarcoide provocazione splatter di Bad Taste e prima della cupa ed epica trilogia dell’anello.

Jackson prende i canoni estetici e politically correct di Hollywood e ci gioca con astuzia ed arguzia, non rompendo mai il giocattolo nuovo, ma non risparmiandolo da forzose incursioni orrorifiche e humour da rigor mortis.

Un sensitivo utilizza i suoi poteri e tre fantasmi da strapazzo per truffare sprovveduti creduloni, ma un bel giorno si ritrova a combattere con il suo oscuro passato ed un serial killer ectoplasmatico soprannominato Il mietitore.

Geniale l’idea di utilizzare Michael  J. Fox, simbolo di una certa Hollywood, nei panni di un esoterista cialtrone e spassosa la performance di Jeffrey Combs nei panni dell’agente speciale Dammers sempre sull’orlo di una crisi di nervi. Tutto è cupissimo, polveroso e inquietante nonstante le massicce dosi di humor nero stile I racconti della cripta.


Jackson gioca con i generi, horror, thriller, comedy e così via, cita addirittura Full Metal Jacket di Kubrick con un petulante fantasma istruttore guardiano di un cimitero.

Sospesi nel tempo è veramente imperdibile, se amate l’horror gotico, quello della case infestate, delle polverose cripte o dei manicomi abbandonati e ogni tanto vi piace stemperare la tensione con una bella e liberatoria risata, beh questo è decisamente il film giusto.

Commenti (3)

  1. “Sospesi nel tempo” è un buon film… ma vuoi mettere con “Bad taste” o “Splatters”?

  2. @ soloparolesparse:
    Assolutamente d’accordo, ma mentre i titoli da te citati sono dei cult assodati tra gli appassionati, “Sospesi nel tempo” è meno conosciuto e si presenta come accessibile ad un pubblico più vasto. A proposito di “Bad taste”, è strepitoso, ma “Splatters” in tutta onestà mi ha disturbato un tantino, e parla uno che è cresciuto con gli splatteroni anni’80!

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