A Cannes è l’ora della poesia: applausi per Jim Jarmusch

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Il protagonista è Adam Driver (qualcuno lo ricorderà per la sua recente apparizione in Star Wars) e fa il conducente di autobus. Ma si tratta di un autista speciale, con l'amore per la poesia.

C’è un po’ di Italia nel nuovo film di Jim Jarmusch. Ce ne è forse di più nel suo film che nell’intero Festival di Cannes edizione 2016. Ironia a parte, oggi il risveglio sulla Croisette è stato poetico.

Una poesia fatta di piccole cose, di sfumature giornaliere, di piccoli momenti che fanno grande una vita. Paterson è il nuovo film, presentato in concorso, di questo interessante e affascinante regista. Il protagonista è Adam Driver (qualcuno lo ricorderà per la sua recente apparizione in Star Wars) e fa il conducente di autobus. Ma si tratta di un autista speciale, con l’amore per la poesia. E’ nato nel New Jersey, per l’appunto a Paterson – che è la patria del poeta William Carlos Williams, premio Pulitzer postumo per i suoi versi. Una serie di congiunture che rendono speciale la pellicola.

Il regista descrive così la sua opera:

William Carlos Williams è stato un medico e un poeta. Ha vissuto tutta la sua vita a Paterson, era pediatra ed è stato il dottore di Allen Ginsberg quando era un bambino. La sua poesia dei piccoli dettagli e della vita di tutti i giorni è la fonte del nostro film. E il fatto che faceva due mestieri come altri poeti (Kafka impiegato in un’assicurazione e Bukowksi che lavorava alla posta) ha ispirato il personaggio di Driver.

Paterson infatti in un quaderno segreto racchiude i versi che scrive nei momenti di relax e che condivide solo con la giovane moglie, la bella Laura (l’iraniana Golshifteh Farahani), che passa il suo tempo a dipingere la casa e i suoi abiti in un ossessivo ma bellissimo bianco e nero e sogna di diventare la regina dei cupcake o di iniziare, grazie a una chitarra (a scacchi bianchi e neri ovviamente) e un’audioguida, una carriera da cantante country.

Piccola curiosità: il film è anche un omaggio ai nostri grandi maestri del passato, Dante e Petrarca, e all’anarchico Gaetano Bresci. “La poesia italiana è uno dei regali più grandi del vostro paese per cui per me era importante citare questi grandi autori – ha dichiarato il regista – Per quel che riguarda invece Bresci dovete sapere che la città di Paterson in passato è stato un importante centro industriale tessile. Molti degli operai della seta erano immigrati italiani e irlandesi, spesso si trattava di bambini che stavano alla macchina 13 ore al giorno per 6 giorni la settimana. A un certo punto ci fu un importante sciopero che bloccò la produzione per molto tempo. Bresci era l’anarchico italiano che venne a Paterson e ispirò quella ribellione”.

 

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