Burlesque, recensione

di Pietro Ferraro 1

Ali ( Christina Aguilera) ha una bella voce e un talento naturale per il palcoscenico che vengono sacrificati per un malpagato lavoro di cameriera in una squallida tavola calda di periferia, senza nessun legame che la leghi a quel posto, ormai troppo stretto per le sue ambizioni artistiche, Ali abbandona la sua città per affrontare la tentacolare Los Angeles, terra promessa per chiunque aspiri ha lasciare la propria impronta nel mondo dello show-biz.

Dopo aver trovato un appartamento Ali si ritrova una sera ad assistere ad un’esibizione di Burlesque nel locale della carismatica e indebitata Tess (Cher), rimanendo molto colpita dal luccicante mix di sensualità, lustrini e talento, un pò meno dal fatto che le bravissime ballerine si esibiscano in playback.

Supportata dal bel barista e aspirante musicista Jack (Cam Gigandet), la ragazza tirerà fuori una grinta ed una voglia di emergere che in poco tempo la porteranno dal servizio ai tavoli al palcoscenico, sino a che Tess scoperta l’ugola d’oro della sua nuova protetta la trasformerà nella star del locale, scatenando l’invidia dell’ex-primadonna dello show Nikki (Kristen Bell) che sfoggia anche un notevole debole per la bottiglia.

Riuscirà la nuova star del Burlesque Lounge a salvare il locale dalle grinfie della banca o peggio ancora da quelle dell’ambiguo imprenditore Marcus Berger (Eric Dane) pronto a recitar la parte, con evidente piacere, dell’avvocato del diavolo?.

Burlesque, nonostante le parecchie perplessità con cui ci siamo approcciati alla visione e le cocenti delusioni da musical che il deludente Nine ci ha regalato piuttosto di recente, si è rivelato invece una piacevole e inaspettata sorpresa grazie all’intrigante e solida messinscena che si allontana dalle suggestioni da lap-dance del pacchiano Showgirls e schivano, non senza fatica i limiti della ben poco edificante favoletta da talent show del mediocre e più recente Ballare per un sogno.

Cher utilizza tutto il carisma che ne ha fatto un’icona per proporsi in veste di pigmalione in gonnella, lasciando ampio spazio alla talentuosa Christina Aguilera che dal canto suo tira fuori una sensualità notevole giocando con gli eccessi tipici della materia prima da palcoscenico quale è il  Burlesque, che di suggestivi eccessi vive e sopravvive ancora oggi.

Il comparto musicale è di alto profilo cosi come coreografie, scenografie e costumi, la trita storia è da manuale, ma questo non inficia assolutamente l’ottimo esordio dell’attore e sceneggiatore Steven Antin con alle spalle solo la regia del sequel direct-to-video Prigione di vetro 2, oltre che produttore esecutivo di un reality sulle Pussycat Dolls.

Burlesque ha tutte le carte in regola per intrattenere in maniera godibile chi ama il genere e anche chi non è troppo avvezzo, ma intende cimentarsi con un buon ibrido che strizza l’occhio al barocco Moulin Rouge, virando però con decisione verso il sogno americano servito in un formato musical piuttosto fruibile.

Note di produzione: il regista Steven Antin ha recitato nel classico anni ’80 I Goonies nella parte di Troy Perkins, nel cast troviamo Cam Gigandet vampiro in Twilight, Stanley Tucci (amabili resti) e due divi del piccolo schermo, Kristen Bell protagonista della serie tv Veronica Mars ed Eric Dane chirurgo in Grey’s Anatomy. Christina Aguilera, qui al suo debutto su grande schermo come protagonista dopo svariate colonne sonore, una guest vocale per il cartoon Shark Tale e un duetto con Mick Jagger nel documentario Shine a Light di Scorsese. Il film ha vinto un Golden Globe 2011 per la miglior canzone originale (You Haven’t Seen the Last of Me di Dianne Warren).

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