Shark Tale, recensione

di Pietro Ferraro 7

Oscar è un pesciolino alquanto sognatore, sogna gloria e fama e nel frattempo tra bugie e passi falsi accumula debiti e pesta qualche pinna di troppo, rischiando il pestaggio, o peggio ancora di finire tra le fauci di qualche pericoloso bravo ragazzo della famiglia di squali capeggiata dal boss Don Lino,

A sostenerlo e a credere fermamente in lui, nonostante tutto, la bella pesciolina Angie, che arriverà ad offrirgli uno dei suoi beni più preziosi pur di toglierlo dai pasticci, ma questo non basterà perchè Oscar farà di tutto per peggiorare le cose finendo nuovamente nei guai.

Saranno i guai ed i debiti a far incontrare ad Oscar lo squalo Lenny, figlio del boss mafioso Don Lino e incapace di mangiare altre creature viventi, diventando così la pecora nera della famiglia e spingendo il padre ad impartirgli un corso accellerato da famelico e letale predatore marino.

La lezione non solo non funzionerà, ma causerà la morte di un membro della gang, morte di cui si prenderà il merito Oscar, che mentendo spudoratamente riuscirà a realizzare il suo sogno diventando un eroe agli occhi degli altri pesci e re incontrastato della barriera corallina.

Ben presto però sia Oscar che Lenny dovranno fare i conti con le mezze verità e le  bugie raccontate, perchè gli scagnozzi di Don Lino torneranno alla carica e stavolta Oscar dovrà dimostrare di saperli affrontare senza l’aiuto di Lenny diventato nel frattempo un latitante.

Shark Tale è l’esempio classico di come a volte un mediocre doppiaggio possa togliere ulteriori punti ad un film che già di per se dimostra qualche debolezza di troppo, nonostante porti in calce la blasonata firma della Dreamworks factory.

Doppiaggio discutibile a parte, davvero troppe le lacune di questa pellicola che ha la sfortuna di venire dopo un gioiello come Shrek che ha inevitabilmento posto nuovi e perigliosi termini di paragone, e in questo caso è proprio la parte adulta dell’operazione che latita.

L’ammiccamento alle moderne nevrosi, gli omaggi al gangster- movie, le modaiole suggestioni da videoclip di ultima genreazione con tanto di colorate e intriganti coreogarfie, pur funzionando rimangono episodi isolati in un contesto troppo indeciso tra un prodotto a misura di bambino e un family-movie a tutto tondo.

Shark Tale è un film esteticamente gradevole, tecnicamente ineccepibile, ma inesorabilmente semplificato nei contenuti per accontentare un po’ tutti, e come al solito finendo per scontentare inevitabilmente qualcuno, insomma carino, ma tutt’altro che memorabile.

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