Revenge-Vendetta, recensione

di Pietro Ferraro 2

Jay (Kevin Costner) pilota di caccia in congedo, si lascia tentare da una bella vacanza  messicana offertagli dall’amico di vecchia data e boss criminale Tibey (Anthony Quinn), quest’ultimo vive in una blindatisima villa da sogno, circondato da guardie del corpo e in compagnia della bella e giovane moglie Mirya (Madeleine Stowe).

Mirya è molto più giovane del vecchio boss, l’arrivo nella sua vita del prestante e fascinoso Jay non sarà indolore, tra poesie e sguardi di fuoco l’attrazione tra i due si farà sempre più incontrollabile e pericolosa. Fortunatamente Tibey ha un debito con Jay, quest’ultimo gli ha salvato la vita, e quando la relazione tra i due viene allo scoperto, visti i precedenti, Jay se la cava solo con un sonoro pestaggio.

A Mirya andrà molto peggio, finirà in un bordello messicano di quelli da incubo, uno di quelli gestiti dagli uomini di Tibey. La punizione sarà estrema, la donna verrà drogata e subirà sevizie e indicibili violenze, ma Jay non ha lasciato il Messico, medita vendetta e non ha nessuna intenzione di rinunciare a Mirya.

Il regista Tony Scott si dà al thriller, certo Revenge-Vendetta non è uno dei suoi migliori lavori e a livello di script, risulta un tantinello grezzo. Certo che i clichè stilistici tipici di Scott ci sono tutti, dalla bella fotografia, al canonico montaggio stile videoclip, fino all’attenzione maniacale per la confezione, ma sembra non bastare, quel che latita è proprio la storia.

Questo sanguinolento menage a trois con annesso tradimento, che vede nel cast uno dei suoi punti forza, tutti i protagonisti si rivelano  più che adeguati, ha nella prevedibiltà e in una certa violenza compiaciuta il suo tallone d’Achille..

Il film nonostante tutto rimane godibile, la tensione resta alta anche grazie all’escamotage del revenge-movie che funziona a prescindere, ma lo script si lascia spesso sopraffare da una serie di clichè e situazioni poco credibili che lo trasformano in un fumettone pulp che va di poco oltre il fascino della bella confezione.

Revenge-Vendetta strappa a fatica la sufficienza, un peccato perchè il marchio Scott era come al solito riconoscibile, e per quelli come il sottoscritto che amano il suo stile, questa sembra più che altro un’occasione perduta.

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