Black Knight, recensione

di Redazione 3

Jamal Walker (Martin Lawrence) è uno degli addetti al parco a tema Medieval World, un’attrazione decisamente scadente in cui Walker lavora controvoglia e che sembra destinata alla chiusura, vista la spietata concorrenza del fastoso concorrente Castle World.

Durante un servizio di manutenzione presso il fossato del castello Jamal trova un medaglione che magicamente lo catapulterà fino al 1328 in piena epoca medievale, ma Jamal non si rende conto da subito di aver viaggiato nel tempo, ma pensa di essere finito nel lussuoso parco a tema concorrente.

Sarà un’esecuzione a far aprire gli occhi a Jamal che dopo aver maneggiato una testa mozzata e parlato con una bella cortigiana, capirà che il mondo che lo circonda è reale, ritrovandosi ben presto e suo malgrado a complottare per uccidere il sovrano usurpatore che ha tolto il trono alla regina e lo ha accolto a corte con tutti gli onori scambiandolo per un messaggero francese..

Martin Lawrence prosegue la sua carriera fatta di qualche alto e molti bassi e Black Knight rappresenta senza dubbio uno dei punti più bassi della filmografia dell’attore, che si ritrova in questo caso nel bel mezzo di un fantasy per famiglie senza capo ne coda che prova a puntare in toto sulla verve del protagonista mal supportato da una messinscena povera e uno script tanto scialbo lasciare interdetti.

il regista di sit-com Gil Junger che ha esordito su grande schermo con il romance 10 cose che odio di te, prende un’idea che sulla carta poteva essere intrigante e già utilizzata nella commedia Disney Un ragazzo alla corte di re Artù e la banalizza oltremodo, allestendo uno one-man-show dal retrogusto catodico con un Lawrence che passa da una sequenza all’altra esibendosi nel suo repertorio in un contesto che volendo giocare sui contrasti, finisce per apparire solo come un confuso e insapore pasticcio in costume.

Note di produzione: il film all’uscita nelle sale con un incasso di oltre 39 milioni di dolari non riuscì a coprire i 50 milioni di dollari investiti nell’operazione, le coreografie musicali sono della ballerina, cantante ed ex-giudice di American Idol Paula Abdul.

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