B-cult, Blood Feast di Herschell Gordon Lewis

di Pietro Ferraro Commenta

Oggi per lo spazio B-cult rispolveriamo ad un vero classico per gli amanti dello splatter d’annata, parliamo infatti di Blood Feast un antesignano del genere splatter, filone da B-movie che ha raggiunto il suo apice creativo negli anni ’80 figliando due geni anarcoidi del calibro di Sam Raimi e Peter Jackson, ormai ufficialmente reclutati tra le fila dei filmakers da blockbuster di Hollywood.

Blood Feast insieme a 2000 Maniacs! rappresenta un vero classico e anche se paragonato ad opere più recenti non raggiunge certo gli odierni livelli di efferatezza, se pensiamo che stiamo parlando degli anni ’60 immaginiamo le difficoltà incontrate da Lewis nel poter mostrare su grande schermo gore, effettacci e una corposa serie di arti amputati ripresi nel dettaglio senza incorrere negli strali della censura.

La trama ci racconta di una signora benestante che per festeggiare il compleanno della figlia si rivolge all’eccentrico esperto in catering Fuad Ramses che consiglia alla donna un originale banchetto realizzato come era uso nell’antico Egitto, la donna è entusiasta, ma inconsapevole che l’uomo sta in realtà organizzando un rituale cannibale con lo scopo di riportare in vita la crudele dea egizia Ishtar.

Blood Feast sfoggia, come peraltro le opere di Lewis in generale una certa surreale goliardia, a cui si aggiungono una fotografia cromaticamente carica curata dallo stesso regista e una serie di inquadrature e scelte di regia che trasformano il regista in una sorta di geniale Ed Wood del genere.

Il film ha avuto un sequel piuttosto recente girato nel 2002 dallo stesso Lewis, inoltre nel 1987 ne venne girato un remake-omaggio-parodia dal titolo Il ristorante all’angolo diretto da Jackie Kong.

Da rivalutare perchè: bandito in Germania e Inghilterra fino al 2001 e realizzato con 25.000$ e uno script di appena 15 pagine il film di Lewis è un imperdibile B-cult d’annata.

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