
Siamo alla fine degli anni ’50 e assistiamo alle tragiche vicissitudini di due sorelle che alla morte della madre ereditano tutti i suoi averi e per questo vengono minacciate e vessate dal loro laido patrigno che durante una notte, accecato dai fumi dell’alcol tenta di molestare la più piccola finendo per causarne la morte, scatenando di contro la reazione rabbiosa della sorella maggiore (Emily Browning) che impugnata un’arma lo minaccerà di morte finendo per questo in un istituto psichiatrico con l’accusa di aver ucciso la sorella.
Il patrigno sa che l’unico modo per mettere le mani sull’eredità e nascondere la verità sull’accaduto è quello di far tacere per sempre la figliastra e così corrotto un infermiere dell’istituto dove è internata la ragazza, predispone che su di lei venga eseguita di li a pochi giorni una lobotomia così da cancellarne per sempre volontà e memoria.
L’unico modo per la giovane di sfuggire alla mostruosità che sta per subire tra le pareti di quel tetro coacervo di follia è una fuga dalla realtà che la trasformerà nella letale guerriera Babydoll, così reclutate altre quattro pazienti comincerà a pianificare un’evasione che la porterà ad esplorare incredibili e spaventose realtà alternative dove la sua volontà sarà l’arma con cui conquistare gli strumenti necessari a guadagnare la libertà prima che sia troppo tardi.


