Alla luce del sole, recensione

di Pietro Ferraro 1

Don Pino Puglisi (Luca Zingaretti), parrocco del quartiere Brancaccio di Palermo tra il 1990 e il 1993, si trova a toccare con mano quanto la mafia sia radicata nel quartiere e all’interno di famiglie con bambini coinvolti quotidianamente con la malavita e le sue regole deviate e devianti, in molti casi spinti a delinquere dagli stessi genitori mafiosi. Don Puglisi cerca di intervenire con decisione nella vita dei suoi piccoli parrocchiani cercando di spingerli a studiare e provando ad insegnargli che il furto e il malaffare non sono azioni normali, come invece l’ambiente in cui vivono li ha portati a credere.

Don Puglisi paterno con i suoi protetti, ma intransigente verso la malavita che lo circonda spingerà molti ragazzi verso la sua chiesa dove si ritroveranno per giocare, imparare ed incontrarsi sotto l’occhio vigile del sacerdote, che però attirerà in questo modo l’attenzione dei malavitosi locali che cominceranno prima ad intinidire qualche ragazzino costretto con la forza ad abbandonare la frequentazione della parrocchia e poi, dopo una messa dedicata al magistrato Giovanni Falcone e la sfida lanciata dal sacerdote ai criminali del quartiere a mostrarsi alla luce del sole, si trasformerà ben presto in una condanna a morte che arriverà dopo l’attentato a Paolo Borsellino, nello stile vigliacco e intimidatorio che contraddistingue il modus operandi mafioso.

Alla luce del sole diretto da Roberto Faenza potrebbe far pensare alla canonica operazione formato tv-movie, di quelle concepite per il piccolo schermo che poi per qualche motivo transitano in sala, magari sfruttando un nome di richiamo come quello di Luca Zingaretti e una storia forte che si presta ad una narrazione da fiction di ultima generazione, ma non è così perchè la mano di Faenza riesce a dare al film, anche grazie ad un efficace e credibile protagonista capace di lavorare sulle sfumature, il respiro cinematografico di cui questa storia e soprattutto un personaggio come Don Pino Puglisi avevano bisogno, confezionando così un toccante e partecipato film che consigliamo di non perdere.

Note di produzione: Don Pino Puglisi fu ucciso il giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno, il film ha ricevuto un Premio David Giovani.

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