Alieni in soffitta, recensione

di Pietro Ferraro 2

Ecco l’ennesima invasione aliena da parte di verdastri pigmei, dopo i cattivissimi marziani anni ’50 diTim Burton, stavolta a capeggiare la truppa d’invasori in avanscoperta c’è Skip lo zirkoniano,la sua razza ha sviluppato un’arma speciale che può controllare le menti umane così da poter invadere il nostro bel pianeta senza troppi spargimenti di sangue.

L’astronave degli zirkoniani atterra nei pressi della casa della famiglia Pearson, qui la squadra formata dal possente e ben poco inteligente Tazer, la volitiva e grintosa aliena Razor, e Sparks il soldato alieno meno guerrafondaio di sempre, scoprirà ben presto che il macchinario per il controllo delle menti per loro sfortuna non funziona affatto sui ragazzini.

Cosi a fronteggiare la squadra di piccoli e agguerriti ometti verdi ci penseranno una banda di ragazzini altrettanto determinati, formata dai fratelli Pearson e i loro amici Art, Nate e Lee.

Gradevole sorpresa questa pellicola estiva sbarazzina e adatta a tutta la famiglia, il regista John Shultz non punta in alto, si diverte a confezionare un film che miscela live-action e animazione al computer in maniera molto ammiccante, certo gli stereotipi si sprecano e la sceneggiatura in più di un occasione perde qualche colpo scivolando nella prevedibilità più assoluta, ma questo non toglie fascino all’approccio fanta-adolescenziale che il regista sceglie per intrattenere piacevolmente un pubblico di famiglie.

Quello che risulta più efficace è proprio una certa dinamicità di fondo che impedisce al film di languire e adagiarsi troppo su clichè consolidati, che rischiano di banalizzare i contenuti e le strizzatine d’occhio a tutto un cinema di genere, che negli anni ha sfruttato appieno le dinamiche alieni/ragazzini, un titolo su tutti il cult E.T. di Steven Spielberg.

Quindi se siete degli inguaribili Peter Pan, o avete dei figli in cerca di qualche avventura cinematografica creata ad oc, Alieni in soffitta vi divertirà, se invece più degli alieni in soffitta amate gli Small Soldiers di Joe Dante con la loro intrigante connotazione politica direi che questo film non fa proprio al caso vostro.

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