A proposito di Steve, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro Commenta

Mary Horowitz (Sandra Bullock) è una single un pò squinternata che vive ancora con i genitori, adora i cruciverba, ne scrive uno a settimana per il quotidiano locale e parla come un’enciclopedia. Mary non riesce a trovare ne l’uomo giusto ne tantomeno qualcuno che riesca a strapparla dal suo mondo fatto di vocaboli incomprensibili, criceti e stivali rossi.

Un bel giorno i genitori preoccupati per il protrarsi della fase single/bambocciona in gonnella della figlia, le organizzano un appuntamento al buio, Mary riluttante accetta e si ritrova tra le braccia di un tipo alquanto belloccio e prestante di nome Steve (Bradley Cooper) che fa il cameraman per una emittente televisiva.

L’incontro/scontro tra i due sarà devastante, perchè Mary lo assalirà letteralmente inibendo il povero Steve con una valanga di parole ed un’aggressività che lo farà fuggire a gambe levate. All’indomani in preda ad un’irrefrenabile frenesia amorosa, come una scolaretta alla sua prima cotta, Mary confeziona un improbabile cruciverba che ha per tema proprio il suo Steve.

Il cruciverba confezionato gli costerà naturalmente il lavoro, ma non la cotta per Steve, così deciderà di raggiungerlo in una cittadina dove sta girando un servizio, inutile dire che il suo arrivo creerà una serie di disastri di proporzioni immani che terrorizzeranno ancora di più il povero steve.

Certo approcciarsi ad un film che si è beccato cinque nomination ai Razzie Awards con due premi vinti (peggior attrice la Bullock e peggior coppia sullo schermo con il partner Bradley Cooper), ci aveva in qualche modo preparato ad un disastro in celluloide di proporzioni bibliche, e invece come spesso accade non solo ci siamo divertiti, ma il film nonostante qualche caduta di stile, si è rivelato alla fine una gradevole sorpresa.

Intendiamoci non è certo un capolavoro, ma se lo si approccia nel modo giusto, A proposito di Steve potrebbe regalarvi del sano divertimento all’insegna di una comicità surreale, fumettosa e a tratti demenziale. l’importante è non aspettarsi ne un romance, in realtà è tutt’altro, ne una performance della Bullock paragonabile a quella di The Blind Side, anzi qui l’attrice rischia grosso, si mette alla prova con una recitazione sopra le righe, tic e logorroici monologhi che alla fine invece che rivelarsi controproducenti, dimostrano che l’Oscar assegnatogli non è certo piovuto dal cielo.

Certo col senno di poi e conoscendo l’antipatia provata e per nulla celata di una larga fetta di critici per la Bullock, forse si riesce ad intuire la strana coincidenza che l’ha vista ricevere un Razzie in contemporanea con un Oscar, fatto unico nella storia del famigerato premio, senza parlare della forzosa assegnazione di un ulteriore Razzie come peggior coppia a due attori che sullo schermo si incrociano di rado, scelta oltretutto voluta in fase di scrittura e completamente ignorata dalla giuria.

Note di produzione: nella colonna sonora compare un brano utilizzato per la sigla iniziale del serial Chuck. Nel cast oltre a Bradley Cooper star del blockbuster Una notte da leoni e nelle sale con A-Team, anche Thomas Haden Church che ricordiamo nei panni dell’Uomo-sabbia in Spiderman 3,

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