9, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 3

In un cupo futuro post-apocalittico la follia della guerra ha corrotto gli uomini e le macchine, trasformando il pianeta in una sconfinata landa desolata dove il genere umano è estinto e le macchine regnano su uno scenario di devastazione. 9 una piccola meraviglia tecnologica che miscela l’aspetto di una bambola di pezza con l’intelligenza di un robot senziente, si riveglia in un laboratorio senza avere coscienza ne di chi sia, ne di quale sia lo scopo della sua creazione.

Ben presto 9 scoprirà una piccola comunità di suoi simili che si nasconde per sopravvivere agli ultimi esemplari di macchine belliche senzienti, e cercherà di smuoverne le coscienze spinto dal desiderio di trovare delle risposte riguardo lo scopo della loro creazione, e ad aiutarlo in questa ricerca l’amico 2 e la combattiva e ribelle 7.

Purtroppo il bisogno impellente di risposte che assilla 9 e la sua noncuranza del pericolo incombente, farà si che quest’ultimo risvegli involontariamente la macchina originale, colei che all’origine della guerra, ribellatasi ai suoi creatori aveva contribuito all’Apocalisse del genere umano, così la piccola comunità di nuovo in pericolo sarà costretta a lasciare il suo rifugio cercando di sfuggire alla macchina devastatrice, mentre 9 nonostante la rischiosa situazione non rinuncerà a cercare indizi sul creatore, e su un misterioso talismano che sembra essere la chiave del mistero.

Il regista Shane Acker, animatore per Peter Jackson ne Il signore degli anelli-Il ritorno del re, amplia un suo cortometraggio d’animazione del 2005 con il supporto produttivo di Tim Burton. nasce così 9, lungometraggio in CGI che omaggia visivamente la tecnica Stop motion che ha reso memorabili gioielli come Nightmare Before Christmas di Henry Selick o il recente Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson.

9 è una coinvolgente miscela di citazioni e contenuti che pesca dal cinema di genere di sempre, partendo dalle suggestioni post-apocalittiche da A.I. ribelle di Terminator e Matrix, fino ad arrivare a piccoli B-movies che miscelano  horror e fantascienza con rara efficacia come Virus di John Bruno o Screamers-Urla dallo spazio di Christian Duguay.

Il look di 9 e i contenuti che miscelano fantasy, adventure e fantascienza con misticismo ed animismo, sono chiaramente indirizzati ad un pubblico adulto, il film oltre ad omaggiare la visione dark di Burton contiene  reminiscenze provenienti dal mondo del fantastico nelle sue infinite digressioni creative, nel design del mondo e dei piccoli protagonisti si ritrovano persino  suggestioni da Oddworld, videogame di grande succeso del 1997.

9 si è rivelato una vera sorpresa, forse il suo look estremamente cupo potrebbe renderlo ostico per alcuni spettatori in cerca di un cartoon di ultima generazione all’insegna dell’intrattenimento tout-court, qui siamo di fronte ad altro, un prodotto che siamo certi incontrerà il gusto degli amanti della fantascienza, particolarmente indicato a chi cerca un prodotto d’animazione fuori dagli schemi.

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