Terminator, recensione

di Pietro Ferraro 3

Le macchine emersero dalle ceneri dell’incendio nucleare. La loro guerra per sterminare il genere umano aveva infuriato per anni e anni. Ma la battaglia finale non si sarebbe combattuta nel futuro: sarebbe stata combattuta qui, nel nostro presente… Oggi.

Los Angeles 1984 una giovane donna di nome Sarah Connor (Linda Hamilton) si ritrova braccata da un temibile e inarrestabile cyborg-killer proveniente dal futuro (Arnold Schwarzenegger), intenzionato ad eliminare colei che sarà la futura madre del leggendario John Connor, capo della resistenza umana che guiderà i superstiti di una devastante guerra contro le macchine, ribellatesi trent’anni nel futuro all’uomo e guidate dal sofisticato sistema di difesa militare Skynet.

Sarah per sua fortuna ha due elementi che gli permetteranno di guadagnare tempo prezioso, un angelo custode di nome Kyle Reese (Michael Biehn)  inviato dal futuro e incaricato dai membri della resistenza di proteggere ad ogni costo la madre del loro leader e il fatto che in città non esiste una sola Sarah Connor e il Terminator ligio al dovere dovrà per sicurezza eliminarle tutte.

Ben presto però Sarah sarà individuata, ma per sua fortuna ci sarà Reese esperto combattente della resistenza a proteggerla, fino ad un inevitabile ultimo scontro che vedrà Reese sacrificarsi per salvare Sarah di cui nel frattempo si è innamorato, ma soprattutto l’obiettivo ultimo della sua missione, l’unica speranza per l’umanità che la donna porterà in grembo.

Il Terminator di James Cameron insieme al Blade Runner di Ridley Scott agli inizi degli anni ’80 danno nuova linfa all’icona fantascientifica per antonomasia, il robot e in entrambi i casi miscelando con incredibile maestria suggestioni visive di rara efficacia con elementi provenienti dal mondo dei videoclip e dal genere cyberpunk e nel caso del film di Cameron, con un’ulteriore intrigante digressione all’insegna dello spazio-temporale.

Cast assemblato ad arte, il roccioso Schwarzenegger tratteggia un’icona in celluloide che insieme al Conan di John Milius lo marchierà a fuoco nell’immaginario collettivo di milioni spettatori, effetti speciali ad opera del compianto Stan Winston di altissimo profilo, nonostante l’aria volutamente da B-movie dell’intera messinscena, nel cast figurano anche Bill Paxton e Lance Henriksen che ritroveremo insieme a Biehn e ancora diretti da Cameron in uno dei migliori sequel di sempre Aliens-Scontro finale.

Note di produzione: il film avrà tre sequel, di cui solo il secondo, Terminator 2: Il giorno del giudizio vedrà Cameron alla regia, nel 2008 il film è stato inserito nella National Film Registry statunitense come film da preservare.

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