Pupi Avati: quarant’anni dedicati al cinema
Debutta oggi nelle sale italiane Il papà di Giovanna, capolavoro cinematografico scritto e diretto da Pupi Avati, in concorso alla 65ma Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, vincitore del premio Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile di Silvio Orlando.
Giuseppe Avati, in arte Pupi, fratello maggiore di Antonio Avati, sceneggiatore e produttore, è oggi considerato uno dei più importanti registi italiani, conosciuto e ammirato in tutto il mondo.La sua prima fatica dietro la macchina da presa risale al 1969 con Balsamus – L’uomo di Satana, horror di serie b, stile splatter, costato pochissimo e distribuito esclusivamente nei cinema locali.
Collabora alla sceneggiatura di Salò o le 120 giornate di Sodoma, l’ultima fatica di Pier Paolo Pisolini, dirige il suo secondo lungometraggio dal titolo La mazurca del barone, della santa e del fico fiorone, con Ugo Tognazzi e Paolo Villaggio, ma il primo successo arriva nel 1976 con un buon horror che con gli anni è divenuto un vero e proprio film di culto: La casa dalle finestre che ridono, favola nera di un pittore pazzo morto suicida. Un anno più tardi firmerà per il grande schermo un musical demenziale dal titolo Bordella, con Gigi Proietti ed un giovanissimo Christian De Sica; il film sarà poi censurato all’uscita.
Fra le sue grandi passioni vi è altresì la musica, e da discreto clarinettista, fra il 1959 ed il 1962 fa parte insieme a Lucio Dalla della Doctor Dixie Jazz Band. Successivamente collaborerà con i Pooh nella lavorazione dell’album Viva in uscita nel 1979.
Amante del genere horror ma con un occhio di riguardo alla commedia, nel 1983 dirige Una gita scolastica e successivamente Festa di laurea, commedia amarognola con Carlo Delle Piane, Noi tre, premio speciale per i valori tecnici alla Mostra di Venezia nel 1984, Regalo di Natale, una partita a poker ricca di suspense e di piccoli scorci di vita provinciale; il film, considerato un semi capolavoro del cinema italiano, avrà poi un seguito nel 2004 con La rivincita di Natale.
Negli ultimi tempi Pupi Avati si è imposto alla critica e al gran pubblico con film di ottimo livello, come Il cuore altrove, vincitore del david di Donatello che vede protagonisti il timido Neri Marcorè e la giovane Vanessa Incontrada, Ma quando arrivano le ragazze? con una esordiente Katia Ricciarelli, La seconda notte di nozze e Il nascondiglio, nuova incursione avatiana nell’horror, con Laura Morante.
Gran parte dei capolavori del maestro Avati sono ispirati alle sue esperienze di vita, a Bologna, sua città natale, alla musica da sempre considerata una passione a pari del cinema, rievocando in chiave nostalgica il passato; il papà di Giovanna ne è un esempio.
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[...] del Ciclope. Dal 1998 al 2001 bessoni collabora con uno dei più importanti registi italiani, Pupi Avati che lo vorrà nel team de I cavalieri che fecero l’impresa (2001), qui il suo eclettico [...]
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[...] regista Pupi Avati gioca sulla leggerezza abbandonando questa volta la sua tipica ironia e la sua malinconica [...]
[...] Pupi avati ci ha da sempre abituati ai suoi personaggi da amarcord, a storie che hanno radici e suggestioni nell’infanzia e adolescenza del regista, ad un cinema molto intimo che nasce da un gusto personale per i ritratti malinconici e burleschi che da sempre ci regala la vita vissuta. [...]