30 giorni di buio, recensione

Alaska, la piccola cittadina di Barrow sta per affrontare un mese di oscurità, un appuntamento con cadenza annuale che alcuni dei cittadini affrontano stoicamente, mentre altri, viste anche le temperature proibitive, preferiscono trascorrere altrove, per tornare quando il sole spunterà di nuovo a dare un pò di colore al desolante paesaggio ghiacciato.
Quest’anno però Barrow, e i cittadini che hanno deciso di rimanere, riceveranno un’inaspettata visita, qualcuno o meglio qualcosa ha deciso di sfruttare questa lunghissima nottata per pasteggiare, si tratta di un branco di famelici vampiri che decideranno di fare un pò di provviste, dissanguando e massacrando i pochi cittadini rimasti.
Toccherà allo sceriffo Ben Oleson (Josh Hartnett) e a sua moglie Stella (Melissa George) resistere all’assedio del branco di letali predatori, che non ha intenzione di lasciare alcun superstite, ma l’alba è troppo lontana e gli uomini al fianco di Oleson troppo spaventati, increduli e spiazzati dall’orrore piombatogli addosso, per aiutarlo in nua missione all’apparenza impossibile: sopravvivere.
Il regista David Slade (Hard Candy) e la Ghost House Pictures di Sam Evil dead Raimi adattano per il grande schermo 30 days of night di Steve Niles, suggestiva e cupissima graphic-novel con misteriosi vampiri, una cittadina isolata ed assediata, e naturalmente sangue ad ettolitri.
La tecnica utilizzata da Slade si avvicina per look ed intenti al lavoro fatto da Zack Snyder per il suo 300, colori desaturati con una suggestiva fotografia che tende al bianco e nero, e che sfoggia uno strepitoso contrasto neve/sangue, che su grande schermo regala visivamente molto del fumetto originale.
Il look dei vampiri è una intrigante commistione di suggestioni che ammiccano visivamente sia ai lupi, questo vale anche per le dinamiche da branco adottate durante l’assalto alla cittadina, sia ad aclcune caratteristiche tipiche dei felini presenti nel make-up, già viste in molti classifci del genere, come ad esempio il cult televisivo Buffy-l’ammazzavampiri.
La pellicola punta sull’action omaggiando il film d’assedio, filone che ha reso famosi registi del calibro di John Carpenter e George A. Romero, non disdegnando ammiccamenti al modaiolo survival-horror, genere che ha fatto la fortuna di molti film e videogames di ultima generazione. Il resto è una suggestiva e glaciale location che amplifica ad hoc dinamiche ansiogene ed isolamento, nonchè effetti speciali realistici, mai invasivi e ben utilizzati.
Punti deboli della pellicola la mancata caratterizzazione del gruppo di resistenti, sceriffo a parte tutti tagliati con l’accetta, ed un finale scontato e un pò tirato via. Detto ciò 30 giorni di buio resta un dignitoso vampire-movie che non deluderà sicuramente i cultori del genere, e che potrebbe interessare anche a chi cerca un action dal contenuto diciamo alternativo.
8 Commenti









































[...] 1 – Le Iene Show 30 Giorni al buio: horror, di D. Slade, con M. George e J. [...]
[...] per questo terzo capitolo, alla regia a Chris Weitz subentra il David Slade del vampire-horror 30 giorni di buio, e al posto dell’attrice Rachelle Lefevre, che nel primo capitolo interpretava la vendicativa [...]
[...] del film e si alterneranno allo score, per l’occasione affidato dal regista David Slade (30 giorni di buio) al compositore Howard Shore, premio Oscar per le musiche della trilogia de Il signore degli [...]
[...] La conferenza stampa ha visto la Stewart e Lautner entusiasti di questa terza puntata, la prima perchè il racconto sarà incentrato sulla sua Bella e sulla difficile scelta tra l’amicizia per Jacob e la passione per Edward, Lautner perchè oltre ad avere come nel precedente New Moon una parte consistente, apprezza l’impronta action data dal regista David Slade che con i vampiri ha già avuto a che fare nel cinefumetto horror 30 giorni di buio. [...]
[...] Meyer e cambiato per la terza volta il regista, stavolta tocca al David Slade dell’horror 30 giorni di buio, ci troviamo di fronte al capitolo più debole della trilogia con una regia piatta e una [...]
[...] angeliche nel suo Legion, ma anche vecchie conoscenze come il branco di predatori da cinefumetto di 30 giorni di buio e in formato teen-dramedy nel terzo nostalgico capitolo di Lost [...]
[...] della serie pubblicato dal mese di luglio dalla IDW Publishing, stessa casa editrice del comic 30 giorni di buio e che ha visto la casa editrice stabilire un vero e proprio record personale di [...]
..condivido sulla suggestione grafica/scenografica che il film tende a dare e lo spettatore a subire come se fosse un gran bel packaging (oltretutto un mix sulla scia di film originali), ma una volta scartato l’involucro il prodotto è davvero scarso. L’interpretazione si tiene sulla decenza senza mai dare allo spettatore un senso diverso da quello della finzione. Dialoghi stereotipati, cos’ha di nuovo o di interessante? Risponde l’alaska che si va a rappresentare, un alaska senza motivo, fredda e desolata. Davvero pochi gli aspetti incisivi. Come action è semplicemente ridicolo invece.