Un gelido inverno-Winter’s Bone, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 2

La diciassettenne Ree (Jennifer Lawrence) vive in una comunità montana del Missouri accudendo la madre malata e i due fratellini, occupandosi anche della casa e del terreno, che però stanno per finire all’asta a causa del padre, che dopo un arresto e aver dato la casa in pegno per una cauzione è sparito nel nulla non presentandosi in tribunale.

Così Ree sarà costretta a cercarlo e far domande in giro, partendo dallo zio Teardrop (John Hawkes) fratello del padre, quello che raccoglierà in giro saranno silenzi, minacce e percosse, nessuno vuole parlare del padre e della sua presunta dipartita,  pare a causa di un’esplosione avvenuta nel laboratorio dove l’uomo cucinava anfetamine.

Ree però è una testa dura, è intelligente e non permetterà che la sua casa vada perduta e si ritrovi in strada con i suoi cari, quindi nonostante le minacce e reticenze proseguirà imperterrita nella ricerca, rischiando la propria vita sino a che la sua tenacia farà finalmente breccia e Ree potrà sapere tutta la verità.

Impagabile oggetto prezioso, affilato come un buon coltello da caccia, tra malinconiche ballate country, desolanti boscaglie immerse in un gelido paesaggio invernale, la pellicola della regista Debra Granik ci racconta di una dimensione altra nello sconfinato panorama statunitense, lontano mille miglia dal sogno americano, un microcosmo disagiato e radicato con forza e violenza nel profondo midwest degli States.

Una cornice che ricorda le location post-apocalittiche dell’intenso The Road, dove droga e alcol leniscono il male di vivere e la desolazione di anime perse in vite grigie, la bravissima Jennifer Lawrence miscela fragilità e durezza con una bravura impressionante, si aggira tra truci imitazioni di cowboy e donne abbruttite e sottomesse, trasmettendo un carisma incredibile e una forza che invece che odio, alla fine riuscirà a trasmettere nient’altro che speranza in un domani migliore.

Un gelido inverno-Winter’s Bone nonostante racconti la durezza di una vita al limite della sopravvivenza lascia un messaggio di speranza che risiede nell’amore per la famiglia che la giovane protagonista trasmette ai due fratellini anche quando insegna loro ad usare un fucile o a scuoiare uno scoiattolo, un amore il suo che deve sopperire alle innumerevoli mancanze di una vita che non lascia scampo ai più deboli, Ree è madre, padre e sorella pronta a tutto per difendere i suoi affetti qualunque sia il prezzo da pagare.

Note di produzione: il film della Granik vince il gran premio della giuria al Sundance Film Festival 2010 e si aggiudica due premi, miglior film e miglior attrice per la superba Jennifer Lawrence alla ventottesima edizione del Torino Film Festival. Il film è tratto dal romanzo Un gelido inverno di Daniell Woodrell.

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