When You’re Strange, recensione

di Pietro Ferraro Commenta

In Where You’re Strange vengono scrupolosamente narrati esordi, ascesa, affermazione e quasi inevitabile caduta della band californiana dei Doors e del loro frontman, il cantante e poeta Jim Morrison che tra droghe, alcol e un’aria da angelo caduto si trasformò in un’icona della contestazione giovanile. portando una ventata di anarcoide estro creativo nel panorama della musica rock, che tra gli anni ’60 e ’70 visse il suo periodo di maggior fragore.

Il regista indipendente Tom DiCillo, lo stesso che regalò nel ’91 il primo ruolo da protagonista a Brad Pitt con il suo film d’esordio Johnny Suede che narrava di un’aspirante cantante Rockabilly, stavolta si cimenta con un gruppo leggendario che ha segnato un’epoca e lo fa con estrema cura per la verità senza voli pindarici all’insegna dell’iconografico, non per niente il tastierista del gruppo, Ray Manzareck ha definito il documentario di DiCillo come l’anti-Stone e la vera storia dei Doors, riferendosi naturalmente al film The Doors che il regista di Platoon diresse nel ’91 e in cui nessuno della band si riconobbe.

Dieci ore di materiale visionato compresso in un lungometraggio di poco più di un’ora e venti, con un montaggio ben calibrato e filmati di altissima qualità tra esibizioni, backstage, interviste e angoli di privato, da segnalare che all’indomani di una prima proiezione in cui la critica lamentò una narrazione eccessivamente monocorde della voce fuori campo dello stesso DiCillo, venne reclutato l’attore Johnny Depp come voce narrante, nell’edizione italiana il compito è stato invece affidato al musicista Morgan.

When you’re strange è un ottimo documentario che non si lascia irretire troppo dal fascinoso sciamano incantatore di folle che ha portato orde di giovani all’idolatria,  trasformandosi nel male assoluto e nemesi dei perbenisti, ma anzi mantiene una notevole lucidità ponendo l’attenzione non solo sulla breve vita stroncata da un infarto a soli ventisette anni del contestatore Morrison, ma anche sull’enormità di avvenimenti che hanno segnato la storia americana durante il percorso artistico della band, dagli omicidi di Martin Luther King e Robert Kennedy, passando per la morte di due rtormentati rocker del calibro di Janis Joplin e Jimi Hendrix, nel mezzo il vietnam, la contestazione giovanile e Woodstock.

Note di produzione: i Doors sono esistiti per 54 mesi, hanno venduto 84 milioni di dischi in tutto il mondo, ne vendono tuttora un milione all’anno. il film è stato presentato in anteprima al Sundance Film Festival, nel film materiale tratto da due pellicole: Feast Of Friends e HWY con l’aggiunta di moltissimo materiale inedito raccolto per l’occasione.

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