Un principe tutto mio, recensione

di Pietro Ferraro 2

Paige Morgan (Julia Stiles) è una studentessa di medicina che non trova il tempo per l’amore troppo concentrata nel duplice obiettivo di laurearsi e mantenersi agli studi, infatti è l’unica tra i suoi amici e compagni di college a non avere una relazione.

Dall’altra parte dell’oceano alla corte dei sovrani di Danimarca l’irrequieto Principe Edward (Luke Mably) per nulla ligio ai doveri regali, preferisce le corse automobilistiche alle noiose riunioni di gabinetto e sogna di andare in America dove il motto è libertà e divertimento, almeno a quanto raccontano i reality trasmessi in tv.

Così Edward saturo di doveri su doveri comunica ai genitori che partirà per un college americano con o senza il loro permesso, i sovrani messi di fronte ad un out out non potranno che accettare loro malgrado la decisione del figlio che chiede inoltre di non essere in alcun modo aiutato e che la sua identità resti un segreto, l’unica cosa che i genitori riescono ad imporgli  è la presenza del fedele Soren (Ben Miller) l’assistente personale del principe che lo accompagnerà nel viaggio.

Edward arrivato negli States imporrà a Soren di chiamarlo Eddie ed inizierà la sua avventura al college, trovandosi un lavoro in un bar e conoscendo in circostanze alquanto burrascose proprio Paige che lo prende da subito in antipatia, mentre Eddie proverà subito una forte attrazione per lei.

Dopo un inizio difficoltoso la storia d’amore tra i due comincerà a conosolidarsi e ben presto Paige scoprirà la vera identità di Edward e tutte le responsabilità ed i doveri che il suo rango gli impone, costringendola a scegliere tra una carriera da regal consorte e il sogno di diventare medico.

Moderna fiaba che ripesca le suggestioni da Cenerentola di nuova generazione con più di qualche riferimento alla vita reale e alle cronache di gossip. La regista di Material Girls Martha Coolidge iimbastisce una comedy-romance per teenager con un cast azzeccato e una messinscena sin troppo convenzionale che perde qualche colpo quando prova a puntare ad un target più adulto.

Nonostante il film alla fine si adagi sin troppo sul genere di riferimento senza riuscire a mostrare la personalità necessaria a farlo distinguere dal marasma di pellicole analoghe, Un principe tutto mio piacerà al target di spettatori cui è indirizzato e grazie ad una dignitosa confezione potrà catturare l’attenzione di molti inguaribili romantici.

Note di produzione: Il film presenta più di qualche connessione con la storia d’amore reale tra il principe di Danimarca Frederik e Mary Donaldson ragazza australiana diventata Principessa ereditaria, nel cast compare nel ruolo di se stesso il pilota di formula uno Eddie Irvine. Il film che ha avuro un sequel Un principe tutto mio 2-Un amore da favola è un progetto nato dalle ceneri di un remake mai prodotto del musical MGM Il principe studente del 1954.

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