Amore 14, recensione

di Pietro Ferraro 11

Carolina (Veronica Olivier), per gli amici Caro, graziosa tredicenne vive il suo ultimo anno di scuola media barcamenandosi tra un’adolescenza fatta di alti e bassi ed un tran tran familiare tra genitori, canonici microconflitti con la dispotica sorella maggiore, ed una venerazione per il bel fratello Giovanni detto Rusty James (Raniero Monaco di Lapio), studente in medicina con velleità da scrittore ed un romanzo nel cassetto

Caro passa le giornate fantasticando su un incontro avuto con Massi (Giuseppe Maggio) un vero principe azzuro incontrato, conosciuto e immediatemente perso insieme al suo numero di cellulare, Il desiderio di rincontrarlo scandisce giorni, notti, e pomeriggi passati con le amiche tra pettegolezzi e shopping, mentre in casa il fratello Giovanni incrinerà la quiete familiare ribellandosi al volere paterno, abbandonando gli studi per inseguire il suo sogno.

Gli adolescenti di Moccia continuano il loro percorso di plastificazione ed idealizzazione, con Amore 14 il regista e scrittore traspone ancora una volta su schermo un suo romanzo e la sua visione patinata dell’odierna gioventù,  perdendo per strada alcuni  sanguigni difetti dei suoi primi personaggi per concepire un mondo che sembra uscito dalle pagine di una rivista per teenager, vedi Cioè.

Un mondo troppo artefatto e pop che addomestica la realtà filtrandone lo spessore in una versione edulcorata da fotoromanzo rosa, Moccia anche in questo caso esagera nella semplificazione di un età davvero complessa e all’insegna el dubbio e degli errori, per farne una sorta di  fumettoso spaghetti-manga popolato da leziose figurine.

Il principe azzurro ha le fattezze di Scamarcio e la vis da bad boy, gli adolescenti di Moccia sembrano usciti da Il tempo delle mele, niente di male in tutto ciò, l’importante e non cercare di spacciare per realistico e attinente al quotidiano un mondo idealizzato all’estremo con tutti i tipici e furbi ammiccamenti della comedy romance per teenager.

Noi però siamo pazienti ed attendiamo che il mondo adolescenziale made in Italy trovi una sua adeguata ed equlibrata rappresentazione sul grande schermo, rappresentazione che riesca finalmente a bilanciare il ritratto da prole di Satana di Albakiara a quello ultrapatinato e glamour di questo Amore 14,

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