U2 3D, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 1

Dopo una premiere nel 2007 al Sundance Film Festival e un passaggio nel 2008 a Cannes, ecco finalmente approdare nelle sale italiane U2 3D, la seconda prova cinematografica della band irlandese su grande schermo, la prima risale al 1988 con lo storico rockumentary Rattle and Hum, in un documentario che raccoglie alcune memorabili performance del tour Vertigo 2006 in America latina, con tappe che vedono la band esibirsi a Mexico city e Buenos Aires.

Gli U2 sono una band capace di rivolgersi ad un target di pubblico talmente variegato per età e vasto da giustificare senza dubbi un’operazione del genere, non contando che le loro performance live hanno grande dinamicità ed un impatto visivo che si può tranquillamente definire cinematografico, quindi per l’occasione è stato scelto di sperimentare un aggiornatissimo 3D di ultima generazione ideato dalla 3ality Digital, compagnia californiana che ha sviluppato un sistema concepito appositamente per riprese dal vivo, già sperimentato con grande successo in alcuni spot, partite di football e in un’episodio del serial televisivo Chuck.

U2 3D è il terzo film-concerto in 3D che approda sul grande schermo dopo i due progetti firmati Disney dedicati ai tour di Hannah Montana e Jonas Brothers, entrambi girati in Disney 3D sistema che miscela diverse tecniche di ripresa, ma che non raggiunge l’immersività della pellicola dedicata agli U2 che fruisce di una tecnica di ripresa unica, che oltre all’utilizzo del digitale predilige, come nel kolossal Avatar, la profondità di campo, permettendo un’esperienza coinvolgente e nonostante la dinamicità delle sequenze, quasi totalmente priva dei fastidiosi effetti collaterali tipici di una prolungata esposizione ad immagini in 3D.

Il film che prevede una scaletta di 16 canzoni e immagini del backstage, vede il debutto dietro la macchina da presa della art director della band Christine Owens coadiuvata dal regista di The Mothman prophecies Mark Pellington. I produttori del progetto Jon e Peter Shapiro in principio hanno incontrato le resistenze del manager della band Paul McGuinness preoccupato che le riprese avrebbero potuto in qualche modo intralciare il normale svolgimento del tour, ma dopo aver visonato un video dimostrativo la Owens e Bono si sono mostrati entusiasti, la prima a tal punto da proporsi come regista e il secondo invogliato dalla possibilità di regalare l’impatto di una esibizione live anche a chi non potesse permettersi il costo di un concerto.

U2 3D è senza dubbio un evento imperdibile per i fan della band, ma anche un’occasione per sperimentare un’esperienza immersiva di altissimo profilo,  coadiuvata dalla grande musica di una storica band di raro spessore, e non parliamo solo in campo artistico, capace di trasformare ogni esibizione live in un’esperienza davvero unica e coinvolgente.

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