The patriot, recensione

di Pietro Ferraro 3

In Montana nella cittadina di Ellis dove vive con la figlia di otto anni il dr. Wesley McClaren (Steven Seagal), esperto immunologo ritiratosi dall’attività di ricerca governativa, cominciano a manifestarsi i primi inequivocabili segni di una malattia virale che si rivelerà un letale virus che proliferando ucciderà molti pazienti e medici dell’ospedale locale.

La clinica, focolaio del contagio, verrà messa sotto sequestro da un gruppo di miliziani armati che si proclamano veri patrioti americani, capeggiati da Floyd Chilsom (Gailard Sartain) che si rivelerà essere un volontario veicolo di contagio e l’unico responsabile dell’epidemia che potrebbe decimare, se varcasse i confini della città, l’intera regione oltre a costare la vita alla figlia di McClaren.

Il medico, che sfoggia un addestramento militare e conoscenza delle arti marziali, dovrà contrastare i terroristi cercando di salvare la figlia e i propri concittadini, nel suo intento verrà aiutato dalla dr. Ann White Cloud (Whitney Yellow Robe) e dalle attrezzature di un laboratorio segreto sotterraneo appartenente al governo, dove McClaren a suo tempo portò avanti le sue ricerche.

The Patriot è il primo film di Seagal distribuito negli States direct-to-video, a cui seguirà l’ultima incursione da protagonista sul grande schermo dell’attore nell’action Ferite mortali. Nonostante il film presenti parecchie delle ingenuità che caratterizzano alcune recenti produzioni dell’attore, il film diretto dall’esordiente Dean Semler, esperto direttore della fotografia dal curriculum impressionante, tra i crediti il disaster-movie 2012, il thriller Il collezionista d’ossa e il film premio Oscar Balla coi lupi, è decisamente superiore al precedente Fire Down below-L’inferno sepolto, mediocre action-thriller a sfondo ambientalista, tanto nobile nelle intenzioni quanto scontato nella messinscena.

The patriot si ispira molto liberamente ad un romanzo sci-fi del 1974 dell’autore canadese William C. Heine dal titolo The last canadian, racconto ambientato in un apocalittico scenario devastato da un virus che ha decimato la popolazione del nord-america. Il film di seagal rimaneggia abbondantemente il plot originale, ridimensiona la location e inserisce l’elemento delle milizie armate composte da sedicenti patrioti che negli States prolificano grazie alle permissive leggi sul possesso di armi, naturalmente non manca l’elemento ambientalista e qualche scontro a base di ossa spezzate e nasi fracassati, anche se in questo caso il lato action è decisamente moderato.

The patriot resta uno dei migliori film di Seagal prima del tracollo e della mediocre produzione home-video, il film tiene la scena grazie anche alla solidità del genere cui si ispira, quel filone da minaccia batteriologica lanciato da George A. Romero nel lontano 1973 con La città verrà distrutta all’alba e che nel corso degli anni è stato foraggiato dalle nuove paure da terzo millennio, paure che hanno sostituito la minaccia nucleare da Guerra fredda con il nuovo terrorismo da bomba sporca, figliando per l’occasione pellicole ad hoc come l’ottimo Virus letale.

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