Street Fighter: La leggenda, recensione in anteprima

Chun-Li (Kristin Kreuk) cresciuta in una famiglia agiata e iniziata alle arti marziali dal padre Xiang (Edmund Chen), una notte assiste all’aggressione e al rapimento del genitore ad  opera del losco uomo d’affari e criminale Bison (Neal McDonough), da quella notte il padre di Chun-li sparirà e la ragazza crescerà con la madre, che ben presto morirà per una malattia incurabile lasciando Chun-Li sola al mondo.

Chun-Li è una ragazza cresciuta con nobili valori che non sopporta ingiustizie e soprusi, un giorno riceve un’antica pergamena che la porterà in Thailandia dove conoscerà Gen (Robin Shou), colui che diventerà il suo maestro e la inizierà ai segreti dell’Ordine della ragnatela e agli incredibili poteri del Wushu.

Chun-Li verrà addestrata per contrastare l’organizzazione criminale nota come Shandaloo capeggiata proprio da Bison e dal suo braccio destro Balrog (Michael Clarke Duncan), sulle tracce del nuovo boss di Bangkok c’è anche l’agente dell’Interpol Charlie Nash (Chris Klein) e la sua bella partner, la detective della omicidi Maya Sunee (Moon Bloodgood).

The patriot, recensione

The_Patriot (300 x 431)In Montana nella cittadina di Ellis dove vive con la figlia di otto anni il dr. Wesley McClaren (Steven Seagal), esperto immunologo ritiratosi dall’attività di ricerca governativa, cominciano a manifestarsi i primi inequivocabili segni di una malattia virale che si rivelerà un letale virus che proliferando ucciderà molti pazienti e medici dell’ospedale locale.

La clinica, focolaio del contagio, verrà messa sotto sequestro da un gruppo di miliziani armati che si proclamano veri patrioti americani, capeggiati da Floyd Chilsom (Gailard Sartain) che si rivelerà essere un volontario veicolo di contagio e l’unico responsabile dell’epidemia che potrebbe decimare, se varcasse i confini della città, l’intera regione oltre a costare la vita alla figlia di McClaren.

Giustizia a tutti i costi, recensione

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La vita dell’italo-americano Gino Felino (Steven Seagal) nel quartiere di Brooklin non ha avuto lo stesso percorso di molti suoi coetanei finiti al soldo delle famiglie malavitose della zona tra droga e prostituzione. Felino è diventato un poliziotto, ma non ha dimenticato le sue origini e ha mantenuto i contatti con il suo quartiere ed alcuni amici d’infanzia.

Questo suo stare nel mezzo ne fa una sorta di ago della bilancia tra autorità e criminalità, ma Felino pur se onesto e dotato di un alto senso della giustizia ha qualche problema a gestire sul lavoro il suo carattere irruento e i suoi modi sin troppo spicci, e in più di un’occasione si è dimostrato fonte di imbarazzo per il dipartimento di polizia.

I guai per il detective arriveranno però da quella che si può definire una mina vagante, lo psicopatico tossicodipendente Richie Madano (William Forsythe) che con tre compagni di scorribande si da alla mattanza per il quartiere sotto l’effetto di ingenti quantitativi di droga e alcol, che in pieno delirio di onnipotenza lo porteranno a strafare e a freddare proprio il partner di Felino.