Totò contro i quattro, recensione

di Pietro Ferraro 2

 Giornata da dimenticare quella del commissario di polizia Antonio Saracino (Totò) che dopo aver subito lo smacco di veder trafugata la sua auto nuova di zecca, dovrà affrontare una giornata infernale in commissariato dove oltre a tre spinosi casi su cui indagare si ritroverà anche un collega (Nino Taranto) che non solo gestisce indebitamente una lucrosa attività extra-lavorativa ed evade il fisco da anni, ma tenta in extremis una volta scoperto di corromperlo.

Tra i casi con cui il sempre più stressato Saracino si dovrà cimentare c’è quello di un geloso e paranoico marito (Peppino De Filippo) che teme che la consorte e il suo presunto amante stiano architettando un piano per ucciderlo, il problema è che l’unico testimone oculare di questo complotto è un pappagallo.

Altro grattacapo proviene da un sedicente investigatore privato (Macario) che coinvolge il commissario in una missione sotto copertura all’interno di una casa in cui pare scompaiano da giorni avvenenti ragazze, così travestiti da imbianchini i due si intrufoleranno nella lugubre villa per scoprire che l’investigatore è un pazzo fuggito dal manicomio e che la casa è un set per un fotoromanzo horror.

L’ultimo caso vede Saracino in versione travestito che fingendosi una prostituta becca sul fatto un misterioso ricattatore che viene però pagato con banconote false, così tanto per non far torto a nessuno Saracino arresta ricattato ed estorsore. Nel frattempo un prete (Aldo Fabrizi) impegnato a riportare sulla retta via una banda di ladri d’automobili rintraccia l’auto del commissario e prova ad intercedere per loro.

Poker d’assi memorabile quello diretto da Steno in questo film in cui quattro episodi vedono il grande Totò duettare a turno con Nino Taranto, Peppino De Filippo, Macario ed Aldo Fabrizi supportati per l’occasione dalle spalle Mario Castellani, l’onorevole Trombetta di Totò a colori, Carlo Delle Piane, Pietro Carloni e Ugo d’Alessio. Memorabile la sequenza con Macario e Totò versione imbianchini in puro stile Stanlio & Ollio e il grande Nino Taranto truffaldino impiegato statale.

Nonostante il ricchissimo cast il film del 1963 è indicutibilmente Totò-centrico, l’attore in piena attività quell’anno girerà altri sei film tra cui Il monaco di Monza ancora con Taranto e Macario, il memorabile Gli onorevoli in coppia con Peppino De Filippo e l’episodio Il vigile ignoto ne Le motorizzate di Marino Girolami.

Note di produzione: Il regista Stefano Vanzina alias Steno lavorerà spesso con Totò realizzando molti dei suoi film più conosciuti ed amati dal grande pubblico come Guardie e ladri, I tartassati e Totò e le donne.

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