Stelle sulla Terra, recensione

di Pietro Ferraro 22

taarezameenpar (500 x 375)

Ishaan Awasthi (Darsheel Safary) è un bambino difficile, odia la scuola e soffre di problemi di coordinazione motoria, in classe insegnanti e compagni invece di aiutarlo non fanno che sottolinearne le carenze sottoponendolo a continue umiliazioni che non fanno altro che peggiorare la situazione.

In realtà Ishaan ha un dono incredibile che è la sua fantasia che oltre a renderlo molto dotato nelle materie artistiche, cosa di cui nessuno in un primo momento sembra accorgersi, gli permette di fuggire da una realtà che sembra non apprezzarlo costruendo mondi immaginari pieni di colore e meraviglie in cui rifugiarsi.

A casa per Ishaan non va certo meglio, suo padre dirigente affermato ha ben poco tempo da dedicargli, la madre casalinga riversa su di lui il carico di frustrazioni derivate dal non riuscire ad aiutare il proprio figlio e infine il fratello maggiore Yohaan studente modello ed atleta è l’orgoglio della famiglia e motivo di ulteriore denigrazione per il fratellino.

Così i genitori di Ishaan incapaci di far fronte ai bisogni del figlio, di comprendere le sue inclinazioni e pensando che abbia bisogno solo di disciplina lo manderanno in un collegio. Qui le cose peggioreranno ulteriormente perchè nonostante Ishaan abbia il supporto dell’amico Raja ottimo studente, la separazione dai genitori e la lontananza da casa amplificheranno il suo disagio.

Per fortuna in aiuto del ragazzino arriverà un insegnante d’arte (Aamir Khan) dai metodi didattici molto particolari e con una predisposizione a comprendere bisogni e inclinazioni dei propri alunni, sarà infatti lui per primo a scoprire che le difficoltà d’apprendimento del piccolo Ishaan dipendono da una forma di dislessia, solo un processo diverso e singolare del bambino di elaborare gli input del mondo esterno.

Questo piccolo gioiellino made in Bollywood datato 2007 è prodotto, diretto e interpretato da Aamir Khan, attore molto conosciuto in patria dove ha collezionato diversi riconoscimenti, la sua apparizione più recente e nel film campione d’incassi  3 Idiots comedy che ha sbancato i botteghini indiani diventando in patria il film più lucroso di tutti i tempi.

Stelle sulla Terra (Taare Zameen Par) dimostra ancora una volta la vitalità di un cinema, quello indiano capace di coniugare contenuti e generi con un’impronta tanto tradizionale e legata alle proprie radici, quanto internazionale e universale nel parlare allo spettatore. Khan riesce ad arrivare dritto al cuore del problema parlando di una sindrome molto diffusa che non sempre viene riconosciuta e correttamente diagnosticata,

Note di produzione: Stelle sulla Terra è stato il primo film indiano ad essere distribuito in DVD dalla Walt Disney Home Entertainment e qualche polemica per l’estromissione della pellicola dalla cinquina finale di nominati agli Oscar per il miglior film straniero, giustificata all’epoca dall’Academy con la lunghezza (165 minuti) e il formato musicale della pellicola.

Commenti (22)

  1. abbastanza lento….soprattutto l’ inizio, ma la parte peggiore è stato l’ accostamento ( anche se penso non voluto!!) con le scuole speciali dei bambini handicappati. Mi spiego meglio : l’ insegnante capisce perche ha a che fare con gli handy, il preside pensa che è meglio che sia dislessico cosi’ sara’ facile dire ai genitori di mandarlo nella scuola per h, e’ come sparare sulla croce rossa!!! Ci sono insegnanti che insistono sempre con questa allusione, che non cercano altro che alibi per dire che sono ritardati e il film che fa???? Offre loro lo spunto per dire : ” Avevo ragione io!!”. NO , non va bene questo messaggio del film, mi spiace ……. Grazie per lo sfogo, Stefania De Vivo

    1. sofia luna scrive:qualche gionro fa ho inviato un commento ma adesso vedo pubblicato solo ilmio nome e la mia mailho commesso qualche errore di trasmissione?grazieofia

  2. @ stefania de vivo:
    ogni opinione e/o sfogo se esposti con educazione sono sempre ben accetti, è chiaro che nel giudicare il film siamo su fronti opposti, ma il mondo è bello proprio perchè vario, magari a proposito di ‘messaggi’ avrei evitato frasi del tipo ‘scuola per h’, nomignoli tipo ‘handy’ e termini come ‘ritardati’ che mi sembrano davvero poco consoni, per il resto opinione rispettabilissima anche se non condivisibile. Grazie per il commento.

  3. @ stefania de vivo:

    x Stefania

    il film non lancia affatto quel messaggio, anzi…lancia il messaggi opposto!
    In ogni caso non si può misurare la grandezza o la bellezza di un film dal messaggio che lancia, e poi perche dovrebbe per forza lanciare un messaggio diverso dalla realtà se la realtà purtroppo è quella?
    La realtà, purtroppo, è quella di chi usa questi termini…(handy, scuola x h….sparare sulla croce rossa…).. ecco forse rispondere al tuo commento è stato come sparare sulla croce rossa.
    P.s.: non esistono “scuole speciali dei bambini handicappati”. ..every child is special.!

  4. @ Andy:
    MA HAI VISTO IL FILM O QUALCHE ALTRA COSA????? NEL FILM FA ADDIRITTURA VEDERE LA RECITA NELLA SCUOLA DEI BAMBINI HANDYCAPPATI: C’ ERANO AUTISTICI, DOWN, IDROCEFALI ED ALTRO……..
    INOLTRE IL FILM E’ STATO TAGLIATO DELLE 2 SCENE MIGLIORI: QUELLA DEL RISVEGLIO E QUELLA DELL’ AQUILONE ED E’ STATO UN PECCATO PERCHE’ ERANO LE SCENE CHE MEGLIO ESEMPLIFICAVANO IL PROBLEMA….GUARDA CHE IO SONO UNA REFERENTE PER LA DISLESSIA NELLA MIA SCUOLA E CONOSCO MOLTO BENE IL PROBLEMA VISTO CHE NE HO A CHE FARE TUTTI I GIORNI CON IMIEI FIGLI ED E’ PER QUESTO CHE SONO ARRABBIATA…………. @ Pietro Ferraro:

  5. @ stefania de vivo:
    Comprendo benissimo le tue obiezioni e anche la tua situazione, ma ricorda sempre che si tratta di un film, anche se potenzialmente il cinema è uno strumento divulgativo potentissimo che arriva praticamente ovunque e a chiunque, non è ne uno strumento scientifico, ne tantomeno didattico, siamo di fronte ad arte e come tale espressione ultima di un punto di vista, per quanto una pellicola possa essere ispirata o basata su problemi radicati nella realtà o su storie vere, su schermo c’è una versione percepita della realtà filtrata attraverso lo strumento della fiction e come tale va fruita. Un saluto.

  6. @ Andy:
    @ stefania de vivo:
    Visto che l’argomento ha la sua importanza vi lascio un link in cui leggere le reazioni al film:

    http://www.aiditalia.org/it/senza_titolo_11.html

  7. @ stefania de vivo:
    Cara Stefania, non ho visto il film ma lo vedrò sicuramente visto il contenuto sociale della pellicola.
    Mi permetto di invitarti ad una maggiore serenità nell’approcciarti ad un blog di cinema perchè noto una certa agitazione nel tuo modo di scrivere (tutto maiuscolo vuol indicare che stavi urlando??che motivo c’è??).
    Leggebdo Pietro ed Andy mi sembra chiaro che nessuno metta in dubbio la tua opinione sul film che è personalissima e legittima, ma per favore, e sottolineo per favore, vista la conoscenza di certe problematiche sociali ed individuali che declami, ti inviterei a ripensare il tuo linguaggio visto che è palesemente discriminatorio di condizioni di diversità che non meritano di essere tacciate con gli appellativi che usi tu e che ti sono stati fatti notare (non li ripeto perchè non li trovo idonei e passabili).
    Se realmente sei una referente in ambito educativo, il tuo linguaggio è ancora più grave perchè dovresti dimostrare una maggiore sensibilità degli altri a certe parole che hanno la loro importanza.
    In conclusione, ti invito a ripensare il tuo modo di esprimerti non per te o per noi, ma per i protagonisti della pellicola e per tutti i diversamente abili che maldestramente hai citato nel tuo messaggio carico di emotività.
    Ciao!
    Ip

  8. @ stefania de vivo:

    scusa ma tu l’hai visto tutto il film?! Te lo chiedo perchè forse non hai capito che vuole mandare un messaggio di critica nei confronti dell’ignoranza di alcuni professori che ci sono in certe scuole… il maestro si batte per il bambino, gli sta dietro in orario extrascolastico e alla fine si vedono netti miglioramenti…. quindi non è affatto un assecondare atteggiamenti facili, di persone che non vogliono impegnarsi per aiutare chi si trova in difficoltà, ma anzi tutto il contrario….

  9. molto interessante, infati e il mio film preferito e lo amo davvero. sono veramente rimasta sbalordita dalla pazienza di quel maestro. ma oggi come oggi secondo me e molto difficile curare la dislessia

  10. @ stefania de vivo:

    Scusi se mi permetto… ma del film non ha capito nulla…

  11. è un film bellissimo che esprime in tutta la sua bellezza un problema cruciale della vita di tutti i giorni,il film ci trasmette un messaggio chiaro:la dislessia si può curare stando vicino al propio caro dislessico;facendogli sentire la propia presenza.

  12. Film bellissimo e commovente, illuminate per far comprendere la problematica della dislessia (tant’è che i migliori formatori/formatrici AID lo propongono spesso nelle conferenze in tutta Italia per far comprendere come si sentono frustrati e incompresi questi ragazzi…).
    Non riesco a capire la critica verso le scene che riguardano i ragazzi disabili: il maestro illuminato è un insegnate di sostegno e come tale lavora con ragazzi disabili ovviamente..è una persona dotata di una sensibilità straordinaria, oltre che essere dotato di grande umanità e professionalità… il ragazzino dislessico non è un ragazzo disabile! La dislessia non è un handicap, ma un disturbo specifico dell’apprendimento che non ha nulla a che vedere con l’intelligenza! Tant’è che è proprio il maestro a chiarire in più punti del film che il disturbo di cui soffre Ishaan non ha niente a che vedere con il ritardo cognitivo.. Il film al contrario denuncia proprio questo fatto: purtroppo troppa gente (e vi assicuro che di persone così ce ne sono ancora tante) continua a pensare che questi ragazzi siano dei ritardati…

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