Recensione: Il dubbio

di Diego Odello 2

Nel 1964 nella rigorosa scuola cattolica di St. Nicholas a New York, viene accolto il primo ragazzo di colore, Donald Miller (Joseph Foster). Mentre tutti i compagni sembrano ignorarlo, Padre Flynn (Philip Seymour Hoffman) prete progressista, che ritiene necessario che gli uomini di chiesa si trasformino da educatori ad amici dei ragazzi, lo prende sotto la sua ala protettiva.

Le sue attenzioni nei confronti del ragazzino sembrano strane all’ultima insegnante arrivata, Sorella James (Amy Adams), che rivela il suo dubbio nei riguardi dell’amato prete della parrocchia a Sorella Aloysius Beauvier (Meryl Streep), rigida conservatrice.

Le accuse che vengono rivolte a Padre Flynn sono le peggiori che si possano attribuire ad un uomo in abito talare: le supposizioni di Sorella James, che ha visto una maglietta del ragazzino nell’armadietto dell’uomo, dopo aver visto l’espressione dello stesso turbata e ha sentito l’alito che puzzava d’alcol, fanno pensare ad un atto di pedofilia. Ciò porta Sorella Aloysius a cercare in tutti i modi di allontanare il prete dalla parrocchia, seppur le sue accuse, si basino solo su un dubbio.

Il dubbio(Doubt) è un drammatico a tinte gialle, tratto dall’omonima opera teatrale, diretta dal regista premio Pullitzer e premio Tony, John Patrick Shanley, candidato a cinque premi oscar (miglior sceneggiatura non originale e quattro nomination ai suoi interpreti principali tra cui una impalpabile Viola Davis).

Sulla qualità del soggetto, della sceneggiatura e dell’interpretazione, non c’è nulla da eccepire (senza contare una bellissima fotografia e delle scelte nelle inquadrature molto funzionali ad esprimere il punto di vista del regista), ma alcuni potrebbero trovare il film pesante e lento data la sua origine teatrale, che rimane accentuata durante tutto il film (immagini molto statiche, lunghi dialoghi o monologhi, preferenza di spazi chiusi e inquadrature fisse).

In realtà, quello che bisognerebbe aspettarsi vedendo Il dubbio, non è tanto la storia di un presunto prete pedofilo, quanto un dibattito sulla cultura dell’uomo dopo il Concilio Vaticano II , dove lo spettatore è rappresentato dalla brava Amy Adams, che da osservatrice si sposta prima verso un punto di vista, poi verso l’altro, rimanendo in balia dei due pensieri (perfettamente rappresentati dalle interpretazioni di Hoffman e Meryl Streep).

Concludendo: se non amate i film celebrali o siete allergici a tutto ciò che è chiesa, Il dubbio non è per voi, ma se volete andare oltre i pregiudizi e volete vedere all’opera dei grandi attori, non potete perdervelo.

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