Philip Seymour Hoffman, i film più belli

di Cinemaniaco Commenta

Attore non protagonista, questo il ruolo spesso deputato a Philip Seymour Hoffman. Eppure, per chi lo ha amato, non c’era storia, quando entrava in scena era il protagonista assoluto. E quando è stato il primo attore, in “Truman Capote-A sangue freddo”, ha vinto un Oscar. La sua gavetta è stata lunga, solo così si può diventare i migliori, lo si poteva vedere già in “Scent of a Woman”, con Al Pacino nel 1992. E poi ancora tanto teatro, e tanti premi al suo talento. Noi vogliamo ricordarlo con una classifica delle sue interpretazioni migliori da ieri ad oggi.

  • Il grande Lebowsky” (1998), regia di Joel Coen

Al giovanissimo attore viene affidato il ruolo di Brandt nella pellicola cult dei fratelli Coen, al fianco di Jeef Bridges, John Goodman, Steve Buscemi, Julianne Moore e John Turturro. Da qui gli si spalancano le porte di Hollywood, il suo futuro è chiaro.

  • Magnolia” (1999), di Paul Thomas Anderson

Philip Seymour Hoffman è Phil Pharma, infermiere di un malato terminale di cancro la cui bontà d’animo e dolcezza lo cacceranno in situazioni decisamente complicate. Grande prova di umanità, indimenticabile performance al fianco di Tom Cruise.

  • La 25esima ora”(2002), regia di Spike Lee

La pellicola è tratta dal romanzo omonimo di David Benioff ed è uno dei primi film ambientati a New York dopo la tragedia dell’11 settembre 2011 e a mostrare Ground Zero. Il compianto attore interpreta il ruolo di Jacob, uno dei migliori amici del protagonista interpretato da Edward Norton. Qui è un impacciato e timido professore, un altro ruolo molto particolare, un’altra pellicola cult.

  • Truman Capote – A sangue freddo” (2005), regia di Bennett Miller

Un’interpretazione potente, che non lascia dubbi sul suo talento, se ce ne fossero stati. Il film è basato sulla vita dello scrittore statunitense Truman Capote, in particolare sul lavoro di ricerca e approfondimento svolto dall’autore in preparazione del suo romanzo “A sangue freddo”. Questo è il film che gli consegnerà l’Oscar come miglior attore nel 2006.

  • Il dubbio” (2008), regia di John Patrick Shanley

E’ un film indipendente tratto dall’omonimo dramma teatrale scritto dallo stesso regista, vincitore del Premio Pulitzer, nel 2005. La pellicola ha ottenuto 5 candidature agli Oscar 2009, per l’intero cast Meryl Streep, Amy Adams, Viola Davis e naturalmente Philip Seymour Hoffman, e per la miglior sceneggiatura non originale. Straordinaria l’interpretazione dell’attore nei panni di Padre Brendan Flynn, altro ruolo delicato, quello di un prete sospettato di pedofilia.

  • I Love Radio Rock” (2009), regia di Richard Curtis

Il film è dedicato al fenomeno delle radio pirata inglesi degli anni sessanta, ispirandosi in particolare alla vicenda di Radio Caroline. L’attore è “Il Conte”, uno dei gestori di Radio, folle e simpaticissimo.

  • Le idi di Marzo” (2011), regia di George Clooney

In questo film impegnato, l’attore è nei panni di Paul Zara, il responsabile della campagna elettorale di Mike Morris interpretato da George Clooney. La performance viene premiata con una nomination ai prestigiosi BAFTA.

  • L’arte di vincere” (2001), regia di Bennett Miller

È basato sul libro “Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game” di Michael Lewis sulla squadra di baseball Oakland Athletics e sul loro general manager Billy Beane interpretato da Brad Pitt. Hoffman è Art Howe, l’allenatore degli Athletics che si oppone a Beane sulla gestione dei giocatori della squadra. Questo grande film è stato candidato a ben sei premi Oscar.

  • The Master” (2012), regia di Paul Thomas Anderson

I grandi protagonisti di questo film sono:  Philip Seymour Hoffman, Joaquin Phoenix e Amy Adams. Il film è stato presentato in concorso alla 69esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Hoffman, per il ruolo di Lancatser Dodd, capo spirituale del movimento denominato “La Causa”, ha vinto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile e ha ricevuto una nomination ai BAFTA, Golden Globe e agli Oscar 2013.

Carisma da vendere, una dote speciale, l’ingrediente onnipresente in tutte le sue interpretazioni.

 

 

 

 

 

 

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