Timeline-Ai confini del tempo, recensione

di Pietro Ferraro 3

 Un gruppo di studenti in archeleogia sta lavorando ad uno scavo quando un ritrovamento li getta nella confusione più totale, il reperto in questione è un manufatto del 1357, una pergamena sulla quale è riportato un messaggio del loro professore Edward Johnston (Billy Connolly), anche il figlio del professore, Chris (Paul Walker) sembra alquanto perplesso, si tratterà di un’elaborata burla?

La risposta è chiaramente no, il gruppetto di laureandi scoprirà che una misteriosa e segretissima agenzia governativa, l’ITC, ha creato una sorta di teletrasporto aprendo un varco temporale nel Medioevo, varco nel quale è finito il professor Johnston non dando più alcuna notizia di sè.

Così si organizza una missione di recupero con il figlio di Johnston, tre menbri dell’ITC e alcuni studenti che verranno spediti nel medioevo alla ricerca del professore e padre perduto, purtroppo l’ambiente ostile e un malfunzionamnto del macchinario causeranno non pochi problemi ai nostri esploratori temporali.

Timeline-Ai confini del tempo si basa su un romanzo di Michael Crichton, scrittore che in un ventennio ci ha regalato materia prima per più di qualche cult e non pochi blockbuster cinematografici, stavolta però il risultato lascia un pò perplessi.

Nonostante l’impegno profuso dal regista Richard Donner (Arma Letale, Solo 2 ore), l’action, marchio di fabbrica del regista è l’elemento che prevale in questa pellicola che miscela anche avventura e fantascienza, sembra non dare un grande aiuto ad uno script prevedibile e ad una messinscena che con lo scorrere dei minuti si assesta su una qualità ed una confezione tipiche di prodotti direct-to-video, o meglio ancora dei serial di ultima generazione.

Infatti il film sfoggia un appeal molto poco cinematografico, rivelando un look fastidioso da pilot televisivo che non ha convinto molto il pubblico americano che ne ha decretato una veloce scomparsa dalle sale permettendogli una più idonea collocazione sul mercato home-video.

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