Se solo fosse vero, recensione

di Pietro Ferraro 8

 Elizabeth (Reese Whiterspoon) è un giovane medico che ha sacrificato la sua vita sociale e il suo privato alla sua professione, purtroppo dopo un grave incidente stradale entra in coma senza alcuna prognosi riguardo un suo eventuale risveglio. Dopo tre mesi il suo appartamento viene ceduto a David Abbott (Mark Ruffalo), un giovane vedovo ancora impegnato in una complessa e dolorosa elaborazione del lutto per la recente perdita della moglie.

Elizabeth in preda ad una sorta di istintiva irritazione per l’abusiva occupazione e in uno stato alterato di coscienza, assume ectoplasmatiche sembianze pur non essendo di fatto clinicamente morta, e si materializza nel suo vecchio appartamento, unico legame materiale con la sua vita terrena, ma ne lei ne David, in principio, sono consapevoli della sua particolare condizione.

Così David una volta scoperto la fisica inconsistenza della ragazza l’aiuterà a ricordare la sua vita, cercando di ricostruire il suo passato, legando con lei e condividendone i ricordi più intimi, mentre al tempo stesso sarà costretto a lottare strenuamente affinchè la sorella di Elizabeth non stacchi il respiratore ponendo definitivamente fine ad un suo possibile ritorno alla vita.

Il genere sovrannaturale ha da sempre intrigato lo spettatore, e produttori e sceneggiatori sanno bene come miscelarlo in svariate salse per accontentare un pubblico sempre piu variegato, e dopo classici come Il paradiso può attendere e il più recente successo planetario di Ghost, il romance sovrannaturale ha generato un vero filone dalle alterne fortune sia artistiche che meramente economiche.

In questo caso il regista e sceneggiatore Mark Waters (Quel pazzo venerdì, Mean girls) adatta un caso letterario francese dello scrittore Marc Levy e ne trae una comedy romantica dal tocco delicato che scivola via sui solidi binari del romance da manuale, lasciando purtroppo una strana sensazione di inconsistenza, che però non mina l’efficacia emotiva di tutta l’operazione..

Il film non sorprende mai, emoziona? Sicuramente, Coinvolge? in più di un’occasione, ma forse lo script poco ispirato, forse una regia senza guizzi, quasi scolastica, trasforma tutto in un compitino ben svolto, troppo gradevole, troppo garbato e privo di spunti originali e di una personalità forte che possa lasciare dopo la visione qualche consistente traccia di sè.

Commenti (8)

  1. Il libro era molto etereo ma adatto alla lettura. Il film ha adatato bene il soggetto talvolta anche migliorandolo, anche se per farlo ibndimenticale avrebbero dovuto stravolgerlo completamente

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