Rocky 3, recensione

di Redazione 5

Rocky Balboa (Sylvester Stallone) è il nuovo eroe di Philadelphia, amato dalle donne e ammirato dagli uomini, il reietto uscito dalla periferia per scalare le vette del successo tra sudore, sangue e sogno americano formato famiglia.

Qualcuno ha detto che una volta toccato l’apice si può solo scendere, ed è proprio questo che accade ad un Rocky ormai fiaccato dalla celebrità, che vince senza fatica con pugili ed incontri selezionati ad arte, intento a mercificare il sogno americano tra spot pubblicitari e t-shirt in un baraccone mediatico che ben presto gli crollerà addosso.

Dalla strada arriva il mastino Clubber Lang (Mr. T), rabbioso ed affamato, proprio come lo era Rocky anni fa, Lang è il Balboa perduto che arriva sul ring con la ferocia di una belva tenuta troppo tempo in gabbia e con pochi colpi ben assestati abbatte l’ego di un campione di plastica.

Rocky vedrà il suo mondo di lustrini ed esibizioni circensi andare in frantumi, la fiducia nelle sue capacità e il traumatizzante knock-out ricevuti ne fanno un’involucro vuoto, un guerriero dalle armi spuntate, ma la morte di Mickey (Burgess Merdith) e il supporto dell’amico e avversario di un tempo Apollo Creed (Carl Weathers) lo riporteranno a contatto con la realtà della strada e del ring, innescando un lento e difficoltoso percorso di guarigione, alla ricerca degli occhi della tigre, lo sguardo vincente di chi punta ad abbattere l’avversario costi quel che costi, uno sguardo che Rocky sembra aver perduto.

Patinato e con tanto di clip musicali al suo interno, Rocky 3 introduce ufficialmente e a tempo di musica la saga di Stallone nei rutilanti anni ’80, l’esaltante hit dei Survivor, muscoli guizzanti, caduta e riscatto trasformano la terza prova di Stallone dietro la macchina da presa in un’efficace parabola a misura di spettatore, la regia muscolare e l’icona Rocky Balboa fanno il resto e ci si ritrova ancora una volta trascinati a bordo ring a fare il tifo per lo Stallone italiano.

Note di produzione: La hit dei Survivor Eye of the tiger viene nominata agli Oscar, nel cast compare il wrestler Hulk Hogan alla sua prima apparizione cinematografica, il film solo negli States incassa oltre 125 milioni di dollari, diventando così il secondo maggior incasso della saga dopo l’acclamato Rocky 4 (300 milioni di dollari).

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