Recensione: The reader

di Pietro Ferraro 6

Michael Berg (Ralph Fiennes) è un avvocato affermato, ma la sua personalità ed il suo carattere introverso minano i rapporti con la propria famiglia. Questo suo problema nasce dal profondo ed è legato ad un evento forte e traumatico vissuto nell’adolescenza.

Michael (David Kross) ancora adolescente incontra Hanna (Kate Winslet), una donna più grande di lui con cui instaura una relazione, Hanna è una donna all’apparenza  forte e volitiva, ma in realtà fragile e in cerca di redenzione da un oscuro passato che la sta divorando emotivamente.

La donna è solita farsi leggere qualcosa, romanzi, fumetti, grandi opere letterarie prima di fare l’amore, questa sorta di preliminare ha una sua motivazione profonda che solo con gli anni Michael comprenderà appieno. Ma la relazione latita, la differenza d’eta comincia  a mostrarsi in tutta la sua insidiosa crudeltà, e Hanna con l’occasione di una promozione e di un nuovo lavoro tronca la relazione lasciando che Michael torni alla sua vita di adolescente.

Passa qualche anno, Michael è un brillante studente di legge che assiste ad un processo contro alcune sorveglianti che lavoravano nei campi di sterminio di Auschwitz, con sua grande sorpresa scopre tra le imputate anche la sua Hanna, e la drammatica scoperta si unirà al senso di colpa per aver amato una donna tanto crudele da essersi  macchiata di crimini così atroci.

Stephen Daldry è un regista veramente intrigante, in questo The reader la sua narrazione è elegante e assume la forza di un racconto d’altri tempi senza mostrare alcuna pretesa di giudizio o traccia di retorica, sono i  personaggi e gli attori i veri protagonisti, il periodo storico, gli accadimenti, l’incubo dell’Olocausto, si snodano sullo sfondo di un racconto di anime e coscienze distrutte dal tempo che inesorabile lascia cicatrici e dal destino beffardo che sembra sempre pronto a mettere i protagonisti di fronte alle scelte fatte senza dargli alcuna possibilità di difendersi o giustificarsi.

Kate Winslet è assolutamente magnifica, dopo Revolutionary road l’ennesimo pezzo di bravura e partecipazione, i suoi sguardi e le espressioni combattive e rassegnate allo stesso tempo, riempono lo schermo di un talento ormai conclamato, Ralph fiennes e colleghi sono bravi ed in parte, ma tutto ruota attorno alla recitazione contenuta ma intensa dell’attrice che ci regala una prova coinvolgente ed efficace.

Sorvoliamo sulle polemiche riguardanti le scene di nudo gratuite e l’imbarazzante, secondo alcuni, accostamento all’Olocausto, smorzando i toni ed aggiungendo che non vi è nessuna scena che possa in qualche modo essere considerata superflua o eccessiva, ogni singolo fotogramma è necessario alla storia, non vi è nessuna morbosità ma solo la voglia di raccontare una relazione amorosa che di sesso, ingenuità e disperazione è pregna, quindi bando alle polemiche, e nomination agli Oscar 2009 a parte, premiamo noi in primis questo splendido film andandolo a vedere.

Commenti (6)

  1. Bel film, attori tutti bravi e Kate Winslet assolutamente eccezionale.
    Tuttavia secondo me manca qualcosa perchè il film possa affermarsi come un capolavoro: il dramma della sorvegliante, del perchè riteneva di dover compiere il suo dovere di SS, l’ambiguità del confine tra legge e morale identificata dal professore, il tormento del protagonista che rimane nel limbo e non prende posizione a favore o contro la sua ex-amante, questi erano ingredienti per una superstoria e con degli attori così poi… E invece mi è sembrato che non si sia raggiunto appieno quello che era nelle potenzialità, come se non si sia saputo scavare abbastanza tutta la materia emotiva a disposizione.
    Forse il film lo rivedrò in lingua originale, per vedere se “mi arriverà” qualcosa di più.
    Comunque, “well done” Kate, bella e carnale e, sebbene ad un certo punto della storia quasi scompaia, addirittura invadente per quanta ce n’è!

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