Recensione: Rambo III

di Redazione 9

John Rambo (Sylvester stallone) dopo le vicissitudini del secondo capitolo si ritira in un monastero buddista in Thailandia alla ricerca di un pò di pace e tranquillità e tra lavoretti di manutenzione e combattimenti clandestini sembra riuscito a trovare la serenità tanto cercata.

Come al solito non c’è pace per lo stanco guerriero che viene rintracciato dall’onnipresente colonnello Trautman (Richard Crenna) che gli propone una nuova missione, colpire un posto di comando sovietico in Afghanistan che sta compiendo un eccidio ai danni della popolazione locale.

Rambo rifiuta e Trautman rassegnato si reca al confine del Pakistan per organizzare l’attacco, quando viene catturato dai russi che lo imprigionano in un avamposto nel deserto afgano. Inizia così l’iter classico da sequestro che comprende interrogatori a base di sevizie e torture varie.

Rambo è costretto suo malgrado a correre in soccorso dell’amico e armatosi fino ai denti raggiunge l’Afghanistan tentando da solo di recuperare il colonnello, vi riesce, ma nella fuga si ritrova circondato dall’esercito russo. Solo il provvido intervento dei guerriglieri mujaheddin, da sempre in lotta con gli invasori russi, risolverà la situazione e i due fuggiaschi sgominato il nemico potranno finalmente guadagnare il confine.

Rambo torna in azione in questa terza avventura dalla lavorazione non poco travagliata, il regista Russell Mulcahy designato inizialmente viene sostituito in corsa dal direttore della fotografia Peter MacDonald, più docile alle indicazioni del divo Stallone, questo Rambo 3 ci porta in una nuova location, l’Afghanistan e ci fa conoscere un pò più da vicino i guerriglieri mujaheddin e la loro causa.

Sempre più anacronistici i cattivissimi russi, ma fanno ormai parte dell’iconografia della saga, spettacolari le scene action, cuore del film, girate dal protagonista senza l’ausilio di controfigure, in buona parte il film risulta ben girato e presenta in alcuni punti, quelli più recitati una caduta di ritmo notevole dovuta all’esile sceneggiatura e a dialoghi poco curati, ma questo terzo episodio rimane comunque un ottimo action-movie, forse leggermente più debole e meno incisivo dei due capitoli precedenti, ma sopra la media delle pellicole del genere.

A parte la location e la nuova missione tutti i clichè sono rispettati, quindi chi ha amato la saga di Rambo non può non perdersi questo terzo capitolo e noi lo consigliamo nonostante per questo ruolo il volenteroso Stallone si sia beccato un Razzie award come peggior attore del 1988.

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