Pirati: recensione

di Pietro Ferraro 4

piratifrontpc6Il capitano Red (Walter Matthau) e il suo primo ufficiale Jean-Baptiste detto Ranocchio, si trovano alla deriva su di una zattera prossimi alla morte per disidratazione, sembra proprio la fine, ma la divina provvidenza, o fortuna sfacciata se preferite,  gli dà una mano e i due naufraghi vengono recuperati in extremis da un galeone spagnolo.

Sul galeone è custodito un antico trono d’oro massiccio sottratto ad un re azteco, Red decide che la preziosa reliquia sarà sua e cerca con l’aiuto del suo braccio destro Ranocchio e di alcuni prigionieri di impossessarsi della nave, ma qualcosa va storto…

In tempi non sospetti, è il 1986, il regista Roman Polanski punta su uno dei capisaldi della letteratura d’avventura, i pirati e loro scorribande marine alla ricerca di tesori, filibustieri con l’anima da predoni brutti, sporchi e cattivi, e con un vero miracolo produttivo unisce gli sforzi economici di Tunisa e Francia, e sforna un kolossal barocco e fascinoso.

Pirati miscela il look del kolossal americano con splendidi costumi, location e vascelli, con l’anima della comedy grottesca tutta europea, con cui però Polanski sembra in più di un’occasione non trovarsi pienamente a suo agio.

Pirati prima di essere un film d’avventura fatto di rocambolesche fughe, assalti all’arma bianca, tesori e belle fanciulle, è una commedia, e la scelta del grande Walther Matthau da al tutto, il giusto tocco di cinismo e ironia.

Il film purtroppo ai botteghini risulterà un flop, forse non erano maturi i tempi, ne sa qualcosa anche il regista Renny Harlin che tentò circa dieci anni dopo la carta dei Corsari con Geena Davis rimanendo anch’egli con un pugno di mosche in mano, economicamente parlando s’intende, poi arrivarono i disneyani pirati dei Caraibi e il successo che tutti conosciamo.

Pirati è un gran esercizio di stile nonchè un affresco visivamente affascinante, certo gli spettatori più giovani non apprezzeranno il taglio autorale, grottesco e tipicamente europeo della pellicola, ma chi come il sottoscritto, ha imparato con gli anni ad apprezzarne pregi e difetti, potrà riscoprire una visione dei pirati che ha nel look e nelle intenzioni tutte le suggestioni tipiche delle illustrazioni dei grandi classici d’avventura.

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