Maga Martina 2, recensione

di Pietro Ferraro 1


Nell’esotico regno indiano di Mandolan, il Gran Visir Guliman supportato dall’infido mago di corte Abrasch è riuscito a salire al trono dopo aver scalzato l’anziano sovrano Nandi. Purtroppo per il neo-visir il trono sembra allergico a chiunque non sia Nandì ed ogni volta che Guliman tenta di insediarvisi viene fisicamente respinto, il che non permette all’aspirante sovrano di rendere la sua ascesa al trono ufficiale. Così saputo della supermaga Martina (Alina Freund) e della sua abilità Guliman, convinto dal suo consigliere Abrasch, decide di  chiedere aiuto proprio alla mini-maga per liberare il trono reale dalla maledizione e così inviata una lettera a Martina la troverà solerte e disponibile, insieme al suo draghetto Ettore a raggiungere Mandolan e rimettere le cose a posto, anche se una volta giunta sul posto Martina si renderà conto che dei due spocchiosi ed ambigui nobili c’è poco da fidarsi.

Seconda avventura su grande schermo per la Maga Martina, basata anche questa su personaggi tratti da una nota serie di libri per ragazzi dello scrittore e pedagogo tedesco Knister, stavolta la regia è affidata allo specialista in commedie Harald Sicheritz. Questa nuova co-produzione austriaca, tedesca e spagnola realizzata con il supporto della Walt Disney Deutschland, se da una parte omaggia il cinema made in Bollywood e grazie ad una location esotica visivamente acquista diversi punti in appeal, dall’altra perde inevitabilmente qualcosa e se nel primo film il tocco fantasy era decisamente più per famiglie, stavolta l’obiettivo è intrattenere esclusivamente la platea dei più piccini, miscelando alcuni elementi che hanno fatto la fortuna di saghe fantasy come quella di Harry Potter con una messinscena tra il fumettoso e il modaiolo.

Maga Martina 2-Viaggio in India si dimostra senza dubbio inferiore per alcuni versi al primo capitolo, ma segue la naturale crescita della piccola protagonista e cerca di farlo aumentando nel complesso l’elemento-comedy, scelta che comunque ha un costo e di cui si vedranno gli effetti, in positivo e negativo solo in un eventuale terzo film. Chiaramente chi cerca anche una minima percentuale d’intrattenimento in qualche modo adulto all’interno di una franchise nato ed evolutosi esclusivamente per un pubblico di bambini è ovvio che ha scelto il film sbagliato.

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