Maga Martina e il libro magico del draghetto, recensione

di Pietro Ferraro 3

Teodolinda è una strega pronta al pensionamento, l’unica cosa da fare prima del fatidico ritiro è trovare una degna sostituta, degna di possedere, custodire e proteggere il libro magico che ha il potere di tramutare chi lo possiede in una superstrega.

A chi affidare l’ardua ricerca della magica erede? La scelta cade sul draghetto Ettore, non propriamente una cima, a lui è affidato il compito di scovare la nuova strega prima che il malvagio ed ambizioso mago Geronimo si impossessi del libro, con cui intende costruire un macchinario che gli permetterà di dominare l’intero mondo.

Ettore scoverà la piccola e risoluta Martina, una ragazzina che avrà pochissimo tempo per dimostrare di essere all’altezza del ruolo, ma non solo, nel frattempo Martina dovrà anche proteggere il magico tomo dai numerosi assalti del mago Geronimo e dei suoi scagnozzi,

Maga Martina e il libro magico del draghetto è una produzione tedesca che approda nelle sale italiane sotto l’egida della Disney, che solitamente è garanzia di qualità, come peraltro in questo caso, anche se il film in questione ha due peculiarità che non lo rendono fruibile da un pubblico molto variegato, look e script concepiti ad hoc per spettatori under 10, e una confezione che ha tutti i crismi del prodotto destinato all’home-video.

Premesso ciò il film diretto da Stefan Ruzowitzky, tratto da una serie di libri per l’infanzia di grade successo in Germania, presenta non poche caratteristiche che faranno la gioia dei più piccini, intanto una simpatica e talentuosa protagonista che sembra un Harry Potter in gonnella senza traumi infantili, una serie di elementi magici e disneyane atmosfere retrò che sono il sale di produzioni del genere, a cui si aggiunge un comparto tecnico che non farà certo gridare al miracolo, ma sicuramente adeguato, senza dimenticare un dignitoso cast di comprimari che fanno il loro dovere, caratterizzando  personaggi stereotipati e volutamente sopra le righe, perfetti per coinvolgere la platea di piccoli spettatori.

Quindi alla larga gli amanti di Harry Potter ed affini, nell’attesa dell’ultimo capitolo della saga c’è sempre il Percy Jackson di Chris Columbus presto nelle nostre sale, per tutti gli altri nonostante l’indubbia qualità del prodotto, la Disney non sponsorizzerebbe certo una produzione di quart’ordine,  il consiglio è comunque di fruire il film in un formato casalingo che ci sembra decisamente più consono al valore complessivo della pellicola.

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