Paranorman, recensione del cartoon Laika

di Pietro Ferraro 2

Ad Hollow Blithe piccola cittadina del New England (Massachusetts), un ragazzino di nome Norman Babcock possiede la capacità sovrannaturale di comunicare con chi è morto e di guardare attraverso una sorta di fessura infradimensionale che si affaccia su una realtà alternativa, una sorta di limbo dove chi è deceduto di morte violenta o pensa di avere ancora qualche sospeso con il mondo dei vivi si aggira in attesa di poter attraversare la soglia, oltre la quale la luce e il riposo eterno lo libereranno definitivamente di ogni fardello.

Naturalmente in città nessuno crede che quello strano ragazzino che parla da solo possa realmente dialogare con l’aldilà, nemmeno i suoi genitori e la sorella, a scuola poi va ancora peggio poichè Norman è considerato uno stramboide da cui tenersi alla larga o in alternativa una vittima designata da tormentare, questo è il quotidiano del povero Norman che sconsolato trova un barlume di amicizia solo nel goffo Neil, che oltre ad essere un tantinello eccentrico considera la capacità di Norman non solo reale, ma anche un privilegio di cui andare fieri.

Questo è il quotidiano di Norman, una serie di giorni in cui solo l’aldilà sembra dargli un minimo di calore, tra i trapassati c’è anche sua nonna, ma la situazione sta per cambiare in modo radicale, una maledizione tenuta a bada per trecento anni sta per abbattersi sulla città e la sua popolazione di miscredenti, alcuni zombie risorgeranno dalle loro tombe e sconfineranno in città portando il terrore e solo il piccolo Norman potrà porre rimedio all’assedio, trovando il modo di sfruttare le sue capacità paranormali per fermare la maledizione, salvare la sua famigla, il suo unico amico e tutta la popolazione di Hollow Blithe.

Tornano gli artisti della Laika, studio specializzato in stop-motion, loro il notevole Coraline e la porta magica e stavolta il team confeziona un entusiasmante ibrido che oltre ad uno spassoso look perfetto per Halloween (vedi l’ammicamento alla città di Salem) miscela con maestria la stop-motion resa popolare da Tim Burton, CGI di altissimo profilo e un 3D di ultima generazione oltremodo luminoso, per un gioiellino che non solo dispone di uno script comedy particolarmente brillante, ma non disdegna contenuti di spessore ponene con vigore l’accento sull’accettazione del diverso e sulle peculiarità, anche quelle considerate eccentriche, che fanno di ogni persona un individuo unico.

Non possiamo negare che per i più piccini Paranorman potrebbe rivelarsi ostico, l’atmosfera orrorifica seppur fumettosa resta preponderante ed è indubbio che questo nuovo lavoro della Laika vada ben oltre il film per famiglie, ponendosi come un sentito omaggio agli orrorofili di tutto il mondo e di una generazione fa, a dimostrazione di ciò lungo tutto l’arco narrativo del film abbondano ammiccamenti e rimandi a grandi e piccoli classici del cinema fantastico e horror, vedi il cult Halloween di Carpenter piuttosto che la saga slasher di Venerdì 13, senza contare alcune chicche per nostalgici con titoli come L’armata delle tenebre (la sequenza del cimitero), che farà la gioia degli estimatori del diabolico humour di Sam Raimi.

Paranorman è una vera e propria dichiarazione d’amore per il genere horror in tutte le sue digressioni, a partire dai titoli di testa e di coda curati e caratterizzati nei minimi dettagli per riportare alla memoria tanti B-movies di culto tra cui l’impareggiabile saga dei non-morti di Romero, senza contare il piccolo protagonista che rappresenta una via di mezzo tra il ragazzino de Il sesto senso e il Michael J. Fox medium-truffatore nella comedy-horror Sospesi nel tempo di Peter Jackson.

Il film diretto a quattro mani da Sam Fell e Chris Butler va oltre la parodia-zombie, cartoonizzando un’intero universo in cui ci si aspetta solo che da un momento all’altro spunti fuori il vecchio Zio Tibia per augurarci una buonanotte colma di dolci incubi, insomma siamo di fronte ad uno dei miglior cartoon comedy-horror di sempre, noi dal canto nostro lo consideriamo a tuuti gli effetti una sorta di versione cartoon de L’alba dei morti dementi, insomma un altro must per il genere parodia, il che equivale ad una promozione a pieni voti con tanto di lode.

Nelle sale a partire dall’11 ottobre 2012

Film correlati: Frankenweenie / La sposa cadavere / Monster House / Nightmare Before Christmas / Coraline e la porta magica / Monsters & Co.

Note di produzione: nel cast di voci originali figurano Kodi Smit-McPhee (Norman), Casey Affleck (Mitch), John Goodman (lo zio Prenderghast), Anna Kendrick (Courtney) Christopher Mintz-Plasse (Alvin); il regista Sam Fell ha diretto Le avventure del topino Despereaux; il film ha fruito di un budget di 83 milioni di dollari.

PER ASCOLTARE LA COLONNA SONORA DEL FILM CLICCATE QUI

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