Outrage, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 1

Scontro al vertice tra due clan yakuza capeggiati da due fratelli, uno dei due viene convocato dal boss dei boss Sekiuchi (Kitamura Soichiro), capo incontratasto dell’intera regione di Kanto, che chiede ad uno dei due di eliminare l’altro. Nel frattempo scopriamo che a muovere i fili di questa sanguinosa faida interna c’è proprio Sekiuchi, che muove i capo-clan uno contro l’altro scatenando una guerra di potere e promettendo a tutti un posto di comando, quando in realtà il suo piano finale è annettere più territori possibili sotto il suo diretto controllo senza intermediari. Nel frattempo nel bel mezzo di questo diabolico piano si trova lo yakuza Otomo (Takeshi Kitano) del clan Ikemoto, uno della vecchia guardia che ben presto diventerà vittima sacrificale della scalata di Sekiuchi, che però dal canto suo non mancherà di pagare un prezzo per la sua avidità.

Nuovo yakuza-movie firmato Takeshi Kitano, un vero poeta dell’immagine e un regista d’autore di culto che stavolta rischia di deludere la sua platea di estimatori, molti dei quali addetti ai lavori, in cerca delle sue compozioni visive, dei suoi lirici escamotage poetici, perchè il Kitano di Outrage è brutale e decisamente schietto nel raccontare il mondo della mafia nipponica, stavolta rinunciando a fronzoli stilistici e digressioni all’insegna del surreale.

Il nuovo film di Kitano è un gangster-movie  a tutto tondo, formale ed asciutto che in questo caso potrebbe piacere ad un platea decisamente piu vasta del consueto pubblico da festival, a prima vista un’involuzione nel suo percorso artistico, ma per chi ama il crime e non disdegna la violenza ostentata, ma funzionale Outrage potrebbe rivelarsi un’ottima occasione per approcciare, magari per la prima volta questo eclettico artista spesso considerato un autore di nicchia lontano dai gusti del grande pubblico.

Note di produzione: il film ha debuttato in concorso al Festival di Cannes 2010 ed attualmente Kitano ha messo in cantiere un sequel del film. L’ultima incursione del regista nello yakuza-movie è Brother, una co-produzione USA, Giappone, Gran Bretagna del 2000.

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