Romeo deve morire, recensione

di Pietro Ferraro 3

Una guerra tra gang rivali sta insaguinando Oakland, afroamericani contro asiatici, premio in palio il pieno controllo sullo smercio portuale il che significa interessi, potere e guadagni stratosferici.

Durante uno scontro uno dei membri della  gang cinese viene ucciso, è il fratello minore di Han (Jet Li) che chiuso nelle prigione di Hong Kong decide di svignarsela e fare una capatina negli States per scovare l’assassino del fratello e vendicarlo.

Han nel corso della sua ricerca conoscerà Trish (Aaliyah), una bella ragazza afroamericana figlia del boss della gang rivale, tra i due nascerà un sentimento e questo non farà che complicare ulteriormente la situazione, perchè la coppia scoprirà che dietro la guerra c’è un misterioso uomo d’affari e un progetto da milioni di dollari.

Il regista Andrzej Bartkowiak conosce il genere anche se questo è il suo debutto dietro la macchina da presa, il neo-regista è un direttore della fotografia molto stimato è ha nel curriculm cult action come Speed e Arma Letale 4, quest’ultimo titolo rappresenta per Jet Li il debutto americano nel ruolo di un letale killer al servizio delle triadi.

Romeo deve morire è il primo film da protagonista per Jet Li, e si vede, nonostante una serie di combattimenti molto spettacolari il film non ha guizzi di sorta e rimane nello standard delle produzioni americane, ma è proprio la parte romance del racconto, la storia d’amore alla Romeo e Giulietta cardine del racconto che proprio non funziona.

I due protagonisti si aggirano per tutto il film senza troppa convinzione, scene action a parte, tra i due non c’è l’alchimia giusta, ma questo dipende più che altro dall’inesperienza di Li, che se particolarmente avvezzo ai combattimenti è palesemente spaesato quando si tratta di sfoggiare una gamma emotiva più complessa e ricca di sfumature.

A parte questo il film rimane gradevole, bei comabttinenti (ogni tanto si abusa del cosiddetto effetto Matrix), comprimari molto professionali, una connotazione  ironica sempre presente, una protagonaita fmminile veramente incantevole, un grande campione di kung-fu e una colonna sonora notevole, insomma dopotutto ci si diverte.

Commenti (3)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>