Oscar 2012, gli sconfitti

di Pietro Ferraro Commenta

E’ ufficiale i francesi hanno espugnato Hollywood, come fece a suo tempo il nostro Roberto Benigni con il toccante La vita è bella e lo hanno fatto con un film in bianco e nero e praticamente muto, un inno alla vecchia Hollywood che l’Academy non poteva di certo ignorare, eleggendo così The Artist a Miglior film agli Oscar 2012, con il regista Michel Hazanavicius che porta a casa la sua prima statuetta da regista e l’attore Jean Dujardin che si rifà dalla recente debacle subita in patria, dove l’attore Omar Sy, protagonista del campione d”incassi Quasi amici, gli aveva soffiato un César come miglior attore protagonista.

Come ogni anno eccoci a dare un’occhiata a chi da questa serata, nottata se calcoliamo il fuso orario, ne è uscito sconfitto e a guardare la lista di premiati e nominati non si può non notare l’annata piuttosto deludente per il prolifico Steven Spielberg che con due film all’attivo, il dramma a sfondo bellico War Horse e il gioiello in motion capture Le  avventure di Tintin: Il segreto dell’unicorno non si afferma neanche nelle categorie tecniche, un cavallo di battaglia per il pluripremiato regista. War Horse con cinque nomination manca il miglior film e viene surclassato nelle categorie tecniche dallo Hugo Cabret di Martin Scorsese, un vero asso pigliatutto con 5 riconoscimenti, mentre per Le Avventure di Tintin la giuria dell’Academy ha snobbato il debutto in motion capture di Spielberg escludendolo direttamente dalla nomination per il Miglior lungometraggio d’animazione.

Tra gli altri sconfitti da questa serata all’insegna dello sfarzo in celluloide segnaliamo nell’ordine George Clooney (Paradiso perduto) favorito per la categoria Miglior attore cede il passo ad un istrionico Jean Dujardin (The Artist), l’adattamento Albert Nobbs, la Lady di ferro di Meryl Streep surclassa Glenn Close anche nel make-up, Harry Potter e i Transformers che dopo aver sbancato i botteghini di tutto il mondo escono dalla serata a mani vuote, come a mani vuote resta L’arte di vincere (Moneyball), se è pur vero che la statuetta per il miglior attore se la sono giocata Clooney e Dujardin, la sceneggiatura del terzetto Steven Zaillian, Aaron Sorkin e Stan Chervin ambiva a senza dubbio a qualcosa di più che una pacca sule spalle e una citazione in una prima serata da milioni di spettatori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>