One in the Chamber, recensione in anteprima dell’action con Dolph Lundgren e Cuba Gooding Jr.

di Pietro Ferraro Commenta

In quel di Praga due fazioni della mafia russa entrano in conflitto, così una delle due ingaggia Carver (Cuba Gooding Jr.) un killer prezzolato noto come il risolutore, per far fuori il boss concorrente. Purtroppo quello che doveva essere un lavoro di routine, non va liscio come previsto e così a Carver viene dato il benservito e al suo posto viene ingaggiato Wolf (Dolph Lundgren), una sorta di leggenda tra gli assassini professionisti che dovrà assolvere al compito mancato da Carver.

Nel frattempo a Carver viene proposto di lavorare per la fazione opposta, seppur riluttante egli accetta di far fuori i suoi ex-datori di lavoro, inconsapevole che dall’altra parte c’è Wolf in azione che continua a macinar cadaveri, fino a quando inevitabilmenete non gli verrà chiesto di eliminare lo stesso Carver. Così mentre in città la faida mafiosa raggiunge il suo culmine, i due killer si daranno battaglia in cerca di una via d’uscita da una situazione che diventa sempre più rischiosa.

One in the Chamber è un action-thriller concepito appositamente per il mercato home-video, come quelli di mr. Steven Seagal tanto per intenderci, budget ridotto ai minimi termini, location europee e un nome o due che possano richiamare l’attenzione degli avventori delle videoteche in cerca di un noleggio divertente e poco impegnativo.

I nomi di richiamo scelti dal regista William Kaufman (Lista di morte) sono l’ex-Ivan Drago Dolph Lundgren, la cui carriera ha avuto nuovo slancio grazie al dittico I Mercenari e il talentuoso Cuba Gooding Jr. che di contro ha visto la sua carriera scemare inesorabilmente dopo l’Oscar per Jerry Maguire, un declino che lo ha portato nel mercato dei direct-to-video e a qualche rara apparizione su grande schermo, vedi i ruoli di supporto in American Gangster e nel recente dramma a sfondo bellico Red Tails.

Nonostante la trama si riveli sin troppo intricata per un prodotto di questo tenore, Kaufman è avvezzo al genere e dotato di una regia piuttosto dinamica. Di livello e coreografate a dovere le sequenze action che conivolgono sparatorie e qualche sporadica scazzottata, la sequenza clou è quella con Cuba Gooding jr. in versione cecchino. Il film fruisce di un ritmo sostenuto, ma non troppo che sopperisce ad una messinscena piuttosto povera che però ha dalla sua l’intrigante location europea.

Se Lundgren si trova particolarmente a suo agio in un film di questo livello, il suo personaggio ironico e spaccone è cucito a misura per sfruttarne la sempre ragguardevole fisicità e sopperire alla ormai acclarata carenza espressiva, non possiamo nascondere il nostro dispiacere nel vedere in gran parte sprecato un talento come quello di Cuba Gooding Jr., la recitazione del suo killer in cerca di redenzione finisce inevitabilmente per adeguarsi al livello della messinscena.

One in the Chamber sarebbe uno dei tanti direct-to-video da un noleggio e via se non fosse per la presenza di una coppia di protagonisti che danno all’operazione un minimo di marcia in più, insomma il film di Kaufman non entrerà di certo negli annali del genere, ma non dispiacerà agli amanti del filone killer prezzolati che potranno investire tranquillamente il costo di un noleggio, a patto che non si lascino scoraggiare dalla confezione low-budget e dagli inevitabili limiti imposti dal formato.

Data di uscita italiana non disponibile

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Note di produzione: Nel cast di supporto figura anche l’attore televisivo Louis Mandylor (Demyan Ivanov), da non confondere con il fratello Costas Mandylor noto per aver recitato in cinque degli otto capitoli della serie Saw – L’enigmista; il regista William Kaufman e Cuba Gooding Jr. hanno già collaborato nel direct-to-video Lista di morte (The Hit List).

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