Next, recensione

di Pietro Ferraro 4

Cris Johnson (Nicolas Cage) alias Frank Cadillac è un vero veggente che si esibisce nella fasulla ed edulcorata Las Vegas fingendosi prestigiatore, tra uno spettacolo e l’altro si da al furto di automobili e gioca al casinò vincendo piccole somme che gli permettono di sbarcare il lunario senza mettersi troppo in mostra.

Il potere precognitivo di Cris sembra quasi una burla, niente visioni catastrofiche o apocalissi anticipate, ma solo uno sguardo su un paio di minuti nel futuro, uno strambo dono che Cris utilizza però in maniera molto pratica e con il quale riesce a sopravvivere giorno per giorno evitando ogni sorta di guai.

Il tran tran di Cris però da qualche tempo è turbato da alcuni sogni ricorrenti in cui vi è una ragazza che non conosce, ma che sente molto vicina. La ragazza in questione Liz Cooper (Jessica Biel), ben presto farà capolino nella sua vita e Cris riuscirà a conquistarla, ma proprio quando il nostro veggente sembrerà aver trovato l’amore, ecco arrivare una serie di guai che avranno fattezze e distintivo della fascinosa agente federale Callie Farris (Julianne Moore).

L’agente Farris vuole che Cris collabori con l’FBI e che con il suo potere riesca a prevedere le mosse di un gruppo di terroristi intenti ad organizzare un attentato in quel di Los Angeles con tanto di ordigno nucleare.

Ancora un racconto adattato per il grande schermo del prolifico autore di fanatascienza Philip K. Dick, uno degli scrittori più saccheggiati dagli sceneggiatori hollywoodiani, che questa volta adattano il racconto breve Non saremo noi, eliminando l’ambientazione post-apocalittica e confezionando un thriller-action con reminiscenze fantascientifiche affidato allo neozelandese Lee Tamahori.

Tamahori dopo il fologorante esordio in patria con l’intenso Once were warriors-Una volta erano guerrieri e la successiva trasferta in quel di Hollywood, in questi anni non ha saputo trovare una propria identità a livello di regia, sfornando nel frattempo gli interessanti L’urlo dell’odio e Scomodi omicidi, ma anche gli scialbi sequel Nella morsa del ragno e xXx 2: The next level.

Sorvolando sull’acconciatura di Nicolas Cage, il vero effetto speciale del film, Tamahori imbastisce un action di discreta fattura, con qualche sequenza al limite del proponibile, ci riferiamo alla frana con schivate che visivamente troppo carica sfiora la comicità involontaria e un plot che in parte riflette il potere sfoggiato dal protagonista, l’assoluta prevedibilità.

Next non deluderà gli amanti dell’action e i fan di Cage, un film come già ribadito discreto e girato nelle fase action con discreta abilità, in questo senso il regista si è fatto le ossa con un’episodio della saga di 007, detto ciò bisogna ammettere che il risultato finale non fa certo giustizia all’immaginario di Dick, ma non è certo a questo che puntavano i produttori.

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