Recensione: Il mandolino del capitano Corelli

di Pietro Ferraro 5

Durante la seconda guerra mondiale la Grecia viene invasa dalle forze alleate dell’Asse (Germania nazista, Giappone e Italia), ed il sud del paese viene messo sotto il controllo dell’esercito italiano. la giovane e bella Pelagia (Penelope Cruz) figlia del medico Iannis (John Hurt) è fidanzata con il pescatore Madras (Christian Bale) il quale parte per il fronte albanese per combattere l’esercito italiano.

Dal fronte le lettere dell’amato si fanno sempre più rare ed il sentimento di Pelagia lentamente si affievolisce, nel frattempo i tedeschi occupano Atene e l’esercito italiano arriva a Cefalonia. Tra i soldati Pelagia conosce il capitano Corelli (Nicolas Cage), un tipo molto romantico, più propenso alla bella musica ed al suo mandolino che alla guerra.

1943, dopo l’armistizio dell’8 settembre all’esercito italiano viene imposto dai nazisti di deporre le armi in cambio del rimpatrio, in seguito al loro rifiuto i tedeschi decimeranno la truppa italiana e fucileranno i soldati superstiti, Corelli grazie ad un amico riesce a scampare alla strage.

Ferito, Corelli rimane nascosto fino a quando viene trovato da Mandras, portato al sicuro in casa di Pelagia e curato. Visto il pericolo imminente e le continue perquisizioni dei tedeschi, Corelli saluta Pelagia e con l’aiuto dei partigiani greci torna in Italia. A guerra terminata Pelagia riceve notizie da Corelli, vorrebbe rivederlo, ma un terremoto devasta l’isola. L’amore dei due messo a dura prova dagli eventi trova finalmente il degno epilogo con il loro ricongiungimento e l’inizio di una nuova vita.

John Madden, regista del pluripremiato Shakespeare in love, da un’immagine un pò troppo favolistica e molto poco realistica degli italiani in tempo di guerra, insomma molto canzoni, pizza e mandolino per intenderci, è proprio l’onnipresente mandolino di Nicolas Cage a rafforzare ancor di più quest’impressione da caricaturale personaggio da romanza.

Non vuol dire che non ci fossero italiani che amavano la bella musica, le belle donne ed il buon cibo, è solo la caricatura che se ne fa e che gigioneggia con uno stereotipo che in un contesto alquanto tragico ed importante come gli accadimenti di Cefalonia contribuisce a  smorzare troppo i toni ed il realismo di cui episodi e operazioni come questa hanno bisogno.

Buona la ricostruzione storica, brava la Cruz, sempre efficace Christian Bale, Cage poteva dare molto di più, troppo ammicante, Via da Las Vegas ne ha dimostrato un talento perlopiù inespresso. Molto suggestive le location, peccato che questo romance a sfondo bellico dia l’impressione di perdersi in una eccessiva e didascalica cornice romantica che non permette alla storia di raccontarsi in maniera adeguata.

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