Mamma, ho riperso l’aereo-Mi sono smarrito a New York: recensione

di Pietro Ferraro 7

Un anno dopo l’incidente capitato al piccolo Kevin (Macaulay Culkin), dimenticato a casa dai genitori partiti per le vacanze natalizie, ecco che ci risiamo, la solita baraonda pre-partenza stavolta non crea danni a casa, visto che i genitori ora tengono il piccoletto sotto attenta osservazione, ma all’aereoporto, così mentre la famiglia McCallister si imbarca per Miami, Kevin sbaglia volo e sbarca a New york.

Dopo un primo momento di naturale smarrimento e mentre i gentiori avvertono la polizia dell’ennesima dimenticanza, Kevin, che si ritrova fra le mani la carta di credito del padre decide di godersi appieno La grande mela e le comodità che offre tra cui una bella stanza al Plaza, dove il concierge Hector (Tim Curry)  è molto scettico nei confronti ei fantasiosi racconti del ragazzino, e una bella puntata nel più grande negozio di giocattoli della città, i magazzini Duncan.

Purtroppo Kevin davanti al negozio incappa in due vecchie conoscenze, i ladruncoli Marv (Daniel Stern) ad Harry (Joe Pesci) che evasi dal carcere durante una rivolta hanno intenzione di farla pagare molto cara alla piccola peste. Kevin si rtirova così tra due fuochi, da una parte il concergie dell’albergo a cui è stato segnalato che la carta di credito di Kevin è rubata e dall’altra Marv ed Henry sul piede di guerra.

Così il piccoletto utilizza tutto il suo malefico ingegno ed alleatosi con una barbona che vive in Central Park attira i due criminali da strapazzo nella vecchia casa in costruzione di suo zio Rob per impedire ai due di rapinare i magazzini Duncan i cui incassi saranno devoluti ai bambini malati utilizzando tutta una serie di dolorose e micidiali trappole fai da te che i due ladri conoscono molto bene…

Il budget si alza, l’ambientazione è una suggestiva e irresistibile New York natalizia, le gag sono le medesime certo con un respiro decisamente piu’ ampio e coadiuvate da svariate location, ma il senso di già visto si fa forte e in alcuni casi sembra troppo sfacciato. Il regista Chris columbus si adagia sui successi del primo episodio, poche in questo caso le gag veramente riuscite, la fisicità dei due cattivi di turno perde l’efficacia casalinga che era l’idea vincente da fortino sotto assedio e conseguente strenua difesa alla Looney Toones del primo capitolo.

Naturalmente il film rimane una gradevole commedia natalizia da serata in famiglia, adatta a tutte le età, in origine il tono politicamente scorretto e dissacratorio di Columbus faceva capolino in alcune sequenze prontamente tagliate nella versione uscita nelle sale, ma reperibili in una rara versione unrated.

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