La polvere del tempo, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro Commenta

A. (Willem Dafoe) è un regista intento ad ultimare il film di una vita che racconta la storia d’amore, fratellanza ed amicizia di tre personaggi, suo padre Spyros (Michelle piccoli), sua madre Eleni (Irène Jacob) e Jacob (Bruno Ganz), migliore amico della coppia nonchè innamorato da sempre di Eleni.

Mentre seguiamo il regista intento a transitare in Italia negli studi di Cinecittà per dare gli ultimi ritocchi alla sua pellicola che va ormai prendendo forma, sullo schermo seguiamo le vicissitudini di Spyros che torna in Russia proprio nel giorno della morte di Stalin per riprendere Eleni con lei fuggire oltreconfine, ma il loro incontro sarà bruscamente interrotto, il tempo di un fugace rapporto in cui concepiranno loro figlio ed entrambi finiranno arrestati e nuovamente separati.

Nel frattempo Jacob resta accanto ad Eleni, mentre Spyros è andato in America in cerca di fortuna, quando Jacob ed Eleni riusciranno a lasciare la Russia Eleni deciderà di andare in America in cerca di Spyros e Jacob rinuncerà a rientrare in Israele per seguirla, ma quello che Eleni troverà in America non sarà ciò che si aspettava…

Sei anni di gestazione per il nuovo film del regista Theo Angelopoulos che firma il secondo capitolo di un’ideale trilogia sul tempo, che arriva dopo La sorgente del fiume e che miscela con classe ed esperienza tre elementi universali come tragedia, destino e storia allestendo uno struggente e toccante racconto in cui la poesia tratteggia i personaggi, la storia ne delinea il percorso e il destino ne segna le ineluttabili tappe.

Come accaduto recentemente con il superbo The Tree of Life di Malick, anche Angelopoulos regala momenti di cinema di raro spessore artistico, se in Malick sono le immagini la forza motrice dell’universo creativo ne La polvere del tempo sono poesia e letteratura a scandire le emozioni. mentre gli accadimenti storici rappresentano il fil rouge su cui imbastire un melinconico e struggente teatrino delle ombre, in cui i personaggi sono meravigliosamente eterni, dialogano sul filo della poesia, si struggono e amano con tanta forza da procurarsi ferite indelebili.

La  polvere del tempo è un film che regala vere perle di cinema d’autore ed emozioni che, in chi apprezza il cinema filtrato attraverso la poesia e la tragedia nel senso più classico e teatrale del termine, siamo certi faranno breccia.

Nelle sale a partire dal 1° giugno 2011

Note di produzione: Alla sceneggiatura ha collaborato il poeta e scrittore Tonino Guerra, della troupe fanno parte lo scenografo Andrea Crisanti e il truccatore Vittorio Sodano, il film ha partecipato fuori concorso alla cinquantanovesima edzione del Festival di Berlino.

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