Il padre della sposa, recensione

di Pietro Ferraro 3

George Banks (Steve Martin) è un imprenditore e padre di famiglia che oltre a possedere un’azienda di calzature sportive in California ha una bella figlia ventiduennne Annie (Kimberly Williams-Paisley) che sta per convolare a nozze, figlia a cui George vuole molto bene e di cui è molto geloso.

Annie sta per sposare Bryan MacKenzie (George Newbern) rampollo di una ricca famiglia di Bel-Air, ma l’imminente matrimonio con annessi caotici preperativi avranno un effetto straniante sul povero George, che in cuor suo non vuole accetttare il fatto che la figlia sia ormai una donna e il solo pensiero di lasciare l’adorata prole nelle mani di uno sconosciuto lo fa dar di matto.

A peggiorare le cose ci si metterà il prezzo esorbitante del matrimoniuo che costerà all’uomo una piccola fortuna, questo e l’ansia di una sorte di sindrome del nido vuoto al maschile faranno si che l’uomo assuma bizzarri atteggiamenti facendo preoccupare tutto il parentado, dalla moglie Nina (Diane Keaton) al figlio minore Matty (Kieran Culkin) senza dimenticare i due sposini e i futuri suoceri.

La goccia che farà traboccare il vaso sarà l’invasione casalinga dell’eccentrico,  richiestissimo e costosissimo organizzatore di matrimoni Franck Eggelhoffer (Martin Short) e la scelta di organizzare il ricevimento proprio in casa Banks, una situazione che farà in men che non si dica crollare i nervi al sempre piu stressato George che tra una figuraccia e l’altra finirà addirittura in prigione, ma tutto ciò avrà lo scopo di rendere l’esagitato padre della sposa più consapevole che la figlia ormai adulta sta per sposare l’uomo che ama.

Il regista Charles Shyer, nel curriculum script per il telefilm La strana coppia e la regia del remake Alfie, si cimenta con il rifacimento di un classico della comedy hollywoodiana anni ’50 firmato Vincent Minnelli che vedeva tra gli intepreti Elizabeth Taylor e nel ruolo del padre della sposa Spencer Tracy.

Questo remake è piu che dignitoso nell’aggiornare a piccole dosi l’originale, Shyer non eccede e permette ad un piuttosto misurato Steve Martin di miscelare la comicità surreale che gli è congeniale con la caratterizzazione di una figura paterna amorevole, iperprotettiva e un pò folle, che tra qualche eccesso di zucchero che costella la pellicola regala diversi momenti teneri e divertenti.

Il padre della sposa è un buon remeke e senza dubbio una divertente comedy a sfondo nuziale che non manca di gag riuscite e momenti piuttosto coinvolgenti grazie ad un cast omogeneo che lavora in buona sintonia, Shyer aggiusterà ulteriormente il tiro con l’ancor più buono Il padre della sposa 2, sequel del ’95 che vedrà il ritorno del cast al gran completo.

Note di produzione: nel cast Kieran Culkin fratello dell’ex teen-star Macaulay Culkin e B.D. Wong, volto noto del longevo serial tv Law & Order dove interpretava lo psichiatra forense George Huang.

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