Il grande sogno, recensione

di Pietro Ferraro 10

 1968, Nicola (Riccardo Scamarcio) è un ragazzo pugliese belloccio e talentuoso che sogna di fare l’attore, ma l’unico modo per lui di fuggire dal suo paese e realizzare le sue vere aspirazioni e arruolarsi in polizia, e cosi fa, ma in cuor suo, quando si ritrova in piena contestazione dall’altra parte della barricata con manganello e divisa d’ordinanza, Nicola sa che la sua vera aspirazione è la recitazione.

Durante alcune manifestazioni studentesche Nicola incontra e s’innamora di Laura (Jasmine Trinca), bella e volitiva studentessa universitaria cresciuta in una rigida famiglia borghese molto religiosa che sente l’energia che il periodo di grande cambiamento porta con sè, e una sensazione di forte di ribellione alle istituzioni e all’autorità da cui ben presto si lascerà trascinare.

In questo clima euforico e militante Laura e Nicola conoscono Libero (Luca Argentero) carismatico e fascinoso giovane politicamente impegnato, di cui laura finisce inevitabilmente per invaghirsi trovandosi così nella non facile situazione di dover scegliere tra i due.

Nonostante il clima rovente di Venezia e le sfuriate pubbliche di Placido, Il grande sogno si è rivelato decisamente più innocuo di quel che poteva sembrare, nessuna polemica o provocazione, ma il genuino calore e la passione politica di un periodo che precede l’incubo degli anni di piombo, periodo che ancora aveva qualcosa da raccontare e con una grande capacità di produrre leader e ideali.

Quindi il film di Placido è un riuscito e malinconico amarcord politico, con un terzetto di protagonisti veramente in gamba, la giovane Jasmine Trinca merita senza riserve  il premio assegnatogli a Venezia per la miglior promessa, c’è una sentita e partecipata ricostruzione storica e una malinconica voglia di ricordare un periodo di cui rimane una nostalgica traccia che nel bene e nel male ha comunque acceso animi, mosso folle e influenzato un’intera generazione.

A questa nostalgia aggiungiamoci un triangolo amoroso che in un dramma ben congegnato aggiunge quel tocco romantico che non guasta, tre attori giovani e belli, e un regista sanguigno e appassionato e il film alla fine dei conti, polemiche inutili a parte, rimane un buon melodramma con un’intrigante aria retrò.

Commenti (10)

  1. Bravi gli attori e le molte partecipazioni di grandi attori in piccoli ruoli, ma che fanni grande il film.
    Potete per curiositè dirmi chi è l’attore che fa il direttore dell’Accademia di arte drammatioca insieme a Laura Morante . Eì un volto noto ma non riesxco a ricordare il nome. Grazie

    Rino

  2. @ chicco:
    Ciao Chicco, l’attore a cui ti riferisci è Enrico Papa, già visto in Borotalco, Mia moglie è una strega e Cannibal Holocaust.

  3. Mi è piciuto moltissimo questo film!!!!!!!!! e Scamarcio in qst film è stato davvero un grande!!!!!! quando recitava il dialetto del mio paese “torremaggiore” ero rimasta allibita!!!! quasi nn riuscivo a crederci!!! E mi ha emozionato molto la sua grinta per raggiungere il suo “grande sogno”. Mi ha ispirato molto!!! E chissà che magari un giorno non lo incontri su un set! …………………… questo è : IL MIO GRANDE SOGNO!!!!!!!!!!!!!!!!

  4. @ romantica:
    Non posso che augurarti un grande in bocca al lupo e unirmi al tuo apprezzamento per la prova di ScamArcio e compagni. Un saluto.

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