Il cattivo tenente-Ultima chiamata New orleans, recensione

di Redazione 3

Il detective della squadra omicidi di New orleans,Terence MCDonagh (Nicolas Cage), ha un ingombrante passato da eroe, dovuto al salvataggio dall’annegamento di un detenuto avvenuto nelle concitate ore che hanno seguito il devastante passaggio dell’uragano Katrina sulla Louisiana.

Il suo gesto gli regala una bella promozione, ma anche una lesione permanente alla schiena che lo rende in poco tempo dipendente dagli antidolorifici prima e dalla cocaina in seguito. Questa sua nefasta inclinazione alle dipendenze tanto per complicare le cose ne fa anche sessodipendente.

Così lo troviamo qualche tempo dopo alle prese con la sua lunga lista di vizi che ne hanno irrimediabilmente incrinato l’equilibrio mentale portandolo ad assumere comportamenti borderline, mentre cerca di incastrare un trafficante di droga reo di aver massacrato un’intera famiglia.

Cosa ha in comune questo anomalo remake con l’originale di Abel Ferrara? Praticamente nulla ad eccetto del titolo, una certa recitazione estremizzata del protagonista, Cage è dignitoso, ma Harvey Keitel era memorabile, e l’uso smodato di droghe e sesso che il protagonista utilizza per sopire un tormento interiore oltre che un disagio fisico, che nel caso del tenente di Ferrara affondava le radici nella religione, mentre nel film di Herzog  il protagonista quella tematica non la sfiora neanche, impegnato com’è a combattere i propri demoni e a dare la caccia ai criminali.

Preparatevi ad un Nicolas Cage decisamente sopra le righe, lo stato perennemente alterato del suo personaggio lo costringe a qualche acrobazia espressiva che non sempre nelle sue corde, al suo fianco una sensuale Eva Mendes e un Val Kilmer ormai sul baratro del dimenticatoio, pronto come molti suoi illustri colleghi, a diventare un caratterista di lusso senza aver mai sfondato realmente.

Il resto è Herzog, un Herzog addomesticato, su questo non c’è dubbio, ma i suoi estremismi visivi rimangono e la sua New Orleans post-Katrina che omaggia le anime tormentate del noir e la natura selvaggia non può lasciare indifferenti.

Concludiamo con una curiosità, Ferrara ha disconosciuto Il cattivo tenente:Ultima chiamata New Orleans, non accusando il collega Herzog, bensì la produzione per aver realizzato il progetto senza averlo nemmeno interpellato, mentre Herzog inascoltato, voleva addirittura cambiare il titolo, ma il mercato regna sovrano e come la logica commerciale presuppone un remake ha già una bella fetta di pubblico assicurata.

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