I fratelli Grimm e l’incantevole strega, recensione

di Pietro Ferraro 5

 la Germania è appena stata invasa dalle truppe di Napoleone Bonaparte mentre i fratelli Grimm (Heath Ledger, Matt Damon), abili e truffaldini venditori di fumo, sbarcano il lunario dando corpo a leggende e dicerie popolari e creando terreno fertile al solo scopo di spacciarsi come abili esorcisti e infallibili acchiappafantasmi.

Si perchè è proprio la coppia a creare ad arte streghe, demoni e fantasmi con l’ausilio di elaborati effetti speciali, e dopo aver spaventato i villici di turno liberarsene, guadagnandosi eterna gratitudine e una bella manciata di monete d’oro.

Purtroppo per loro, le gesta dei fratelli Grimm attirano l’attenzione delle  autorità francesi che decidono di condannare a morte i due truffatori, con la clausola della pena commutata se i due si occuperanno di un caso di misteriose sparizioni avvenute nel villaggio di Marbaden.

Loro malgrado e scortati da una piccola truppa di soldati francesi caperggiata dallo zelante Mercurio Cavaldi (Peter Stormare), i Grimm si troveranno faccia a faccia con un mistero reale, e scopriranno ben presto che magia, streghe e incantesimi possono rivelarsi una letale realtà.

Il genio di Terry Gilliam ci racconta una fiaba dark dall’indubbio fascino visivo, oltre al talentuoso cast che vede l’accoppiata vincente Matt Damon/Heath Ledger, c’è un’aria burtoniana che aleggia per tutto la pellicola rendendola molto intrigante e in parte, solo in parte, slegata dall’anarcoide visionarietà a cui ci ha abituati l’estroso regista americano.

E’ palese che questo non sia il miglior Gilliam, quello di Brazil per intenderci, ma comunque, anche se imbrigliata, resta forte e percettibile la sua impronta visiva radicata nel fantastico e nel surreale, e che come accadeva nello sfortunato kolossal Le avventure del Barone di Munchausen, ci regala ataviche suggestioni infantili fatte di paurosi boschi, streghe cannibali e case di marzapane.

I Fratelli Grimm e l’incantevole strega piacerà agli amanti del gotico e del dark, a chi pensa che le fiabe siano orripilanti metafore della vita e a chi ha amato le atmosfere de Il mistero di Sleepy Hollow, ma cosa più importante, non deluderà gli amanti del talentuoso e visionario ex-Monthy Python.

Commenti (5)

  1. Purtroppo sbagliato direzione, miglior risultato se avesse cercato la strada della serietà più che quella della commedia, tra le favole dei grimm ce n’erano alcune davvero paurose e in alcune scene ritorna quella atmosfera

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