Henry, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 1

Gianni (Michele Riondino) è un eroinomane che con la sua ragazza Nina (Carolina Crescentini) si serve spesso e volentieri dal pusher Spillo (Max Mazzotta) che a quanto pare fa il doppio gioco, perchè non solo spaccia per quelli di Civitavecchia, ma si serve per la bianca anche da una banda di trafficanti di droga africani, guidati dallo spietato Karanja (Eriq Ebouaney), che hanno tutta l’intenzione di affermarsi sulla piazza romana. Così al tossico Rocco (Pietro de Silva) viene chiesto di trovare le prove che incastrino Spillo, ma questo porterà Rocco, Gianni e Nina ad essere coinvolti nell’omicidio di Spillo e di sua madre. A far luce sul delitto arriverà lo zelante Commissario Silvestri (Claudio Gioè) che con il suo partner Bellucci (Paolo Sassanelli) si ritroverà nel bel mezzo di un cruento scontro tra spacciatori che non mancherà di seminar cadaveri nella Capitale.

Terza incursione su grande schermo per il salernitano Alessandro Piva, già regista dell’esordio LaCapaGira e del successivo Mio Cognato che vedeva protagonisti Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio. Stavolta Piva, che oltre a dirigere, scrive e produce allestisce un surreale noir metropolitano ricco di digressioni crime sfoggiando una regia piuttosto dinamica, ricca di trovate visive ed escamotage narrativi come gli estemporanei monologhi dei protagonisti rivolti direttamente alla macchina da presa.

Henry è un solido noir dalle venature grottesche e dalla sceneggiatura serrata che ci mostra una Roma notturna fotografata con suggestivo realismo e popolata da un sottobosco criminale che spazia dal commissario da fiction al criminale squisitamente pulp.

Il cast è impegnato a dare credibilità ad un parterre di personaggi sopra le righe, un po’ tarantinati nella loro evoluzione criminosa e in qualche caso, vedi il Martino di Dino Abbrescia, fortemente e volutamente caricaturali, ma non per questo meno in sintonia con il fumettoso e crepuscolare microscosmo malavitoso allestito da Piva con una sottile ironia di fondo che smussa, ma non snatura la violenza e la disperazione tangibile di non-vite vissute ai margini di un mondo altro, che vive per riempire l’attesa spasmodica tra una striscia e l’altra.

Nelle sale a partire dal 2 marzo 2012

Note di produzione: Il film è basato sull’omonimo romanzo di Giovanni Mastrangelo. Nel cast figurano anche David Coco e Susy Laude. L’attore Claudio Gioè è un volto noto del piccolo schermo, tra i suoi ruoli ricordiamo Totò Rina ne Il capo dei capi e il religioso Gabriel Antinori ne Il tredicesimo apostolo – Il prescelto, mentre Paolo Sassanelli ha recentemente interpretato un luciferino scrittore di thriller nell’horror Ubaldo Terzani Horror Show di Gabriele Albanesi.

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